Quando ci si ritrova ad affrontare queste situazioni, da professionisti tutto ciò che si può fare è mettersi a lavoro e affrontare qualsiasi occasione ti si presenti. Mentre Brendon Hartley aveva già macinato chilometri a Interlagos, avendo già corso qui nel WEC, Pierre ha affrontato questo piccolo e complicato circuito per la prima volta in assoluto.

A proposito di WEC: Brendon è arrivato a Sao Paolo come nuovo Campione del Mondo 2017 della categoria, dopo aver conquistato il suo secondo titolo in tre anni, grazie al terzo posto ottenuto alla 6 Ore di Shanghai la scorsa settimana. Questo ha portato ad avere un’insolita statistica nelle prime prove libere in Brasile: in pista, insieme a lui, c’erano infatti anche George Russell con la Force India e Charles Leclerc con la Sauber. Abbiamo avuto, dunque, gli attuali campioni in carica di quattro serie: Formula 1, WEC, F2 e GP3, tutti in pista nello stesso momento.

Quando sai già di avere delle penalità pendenti, l’approccio alle qualifiche è diverso e, anche se Brendon è riuscito a passare alla Q2 sabato pomeriggio, non è poi sceso in pista per registrare un tempo, perché aveva più senso preservare dei set di pneumatici nuovi per la gara. Per quanto riguarda Pierre, ha trascorso la maggior parte delle prove libere 2 e 3 concentrandosi su un lavoro di long run, continuando a familiarizzare con la pista. Ci siamo ritrovati nel traffico di Sao Paolo con la consapevolezza che anche i nostri piloti avrebbero dovuto affrontare un momento piuttosto trafficato la domenica, partendo dal fondo dello schieramento. Ma prima di quel momento, sabato sera si è tenuta la nostra tradizionale cena annuale con l’intera squadra e, naturalmente, essendo in Brasile non potevamo che andare in una churasqueria e mangiato tantissima deliziosa carne (a parte Pierre e Brendon, naturalmente!)

Quando si sono spente le luci, su quella che è la griglia più emozionante dell’anno, con le monoposto rombanti che provavano a sovrastare il tifo degli appassionati brasiliani, Pierre ha deciso che il miglior modo per affrontare quel traffico era provare ad andare lì davanti sin da subito, superando almeno quattro auto nelle prime due curve. Poi, nelle fasi di grande concitazione e di safety car, il francese si è ritrovato in decima posizione, con Brendon staccato di sole due posizioni! Niente male per essere partito dall’ultima fila in griglia. Inoltre, il nostro pilota neozelandese ha dovuto cercare di ricordarsi a memoria tutte le procedure previste nel periodo della Safety Car, dato che era saltato temporaneamente il suo collegamento radio e per un po’ non è stato in grado di ricevere alcun consiglio dai box. C’è riuscito, ma, purtroppo, il consumo eccessivo di olio poi lo ha costretto a dover far rientrare la vettura. Pierre ha tagliato il traguardo in dodicesima posizione e ha affermato che questa è stata la sua migliore prestazione tra tutte quelle fatte registrare nei quattro Gran Premi disputati da lui finora.

Adesso siamo tutti tornati a Faenza: brrrr! Nessuno ci aveva avvertito di quanto freddo facesse in Europa mentre eravamo via. Lavoreremo tutti insieme per prepararci al meglio per il round finale ad Abu Dhabi il prossimo 26 novembre, perché vogliamo tenere il sesto posto nel Campionato Costruttori. Attualmente, abbiamo 4 punti di vantaggio sulla Renault e 6 sulla Haas. Nel frattempo, i nostri piloti avranno il loro bel da fare: Pierre proverà al simulatore la prossima settimana. Senza dubbio, gli torneranno in mente i bei ricordi dello scorso anno, quando proprio ad Abu Dhabi conquistava il titolo della GP2 Series con una vittoria nella feature race. Quanto a Brendon, ha avuto appena un giorno di riposo a casa, a Monaco, e adesso andrà in Bahrain per la gara del WEC sul circuito del Sakhir, che si svolgerà questo weekend. Ma almeno, non dovrà far molta strada per raggiungerci allo Yas Marina Circuit, per quello che sarà il ventesimo e ultimo Gran Premio dell’anno.