Quella di domenica sarà la 45° edizione del Gran Premio del Brasile: a oggi, si è corso per 10 volte a Jacarepagua, mentre tutte le altre edizioni della gara si sono svolte proprio a Interlagos. La pista sorge a 786 metri sul livello del mare e, seppur non sarà come in Messico e i suoi 2500 metri d’altitudine, i nostri ingegneri dovranno comunque tenere conto dell’aria un po’ più rarefatta e delle conseguenze su raffreddamento e downforce. Per percorrere i 4,3 chilometri d’asfalto del circuito dedicato alla memoria di José Carlos Pace occorre avere una monoposto capace di generare alto carico aerodinamico e una buona trazione in uscita di curva, elemento importante soprattutto nel tratto più guidato della pista. Il layout di Interlagos – un po’ old school – piace molto ai piloti, chiamati a dare il meglio nelle 15 curve (5 a destra e 10 a sinistra) del tracciato carioca. I nostri piloti dovranno percorrerlo ben 71 volte per coprire i 305,9 chilometri della distanza di gara.

Da queste parti sarà bene tenere d’occhio il radar del meteo. Le previsioni al momento parlano di insistente pioggia per tutto il fine settimana e considerando la scarsa capacità di drenaggio dell’asfalto di questa pista, può praticamente succedere di tutto. In caso di pista bagnata, sulla STR12 monteremo le gomme Cinturato Pirelli, le intermediate o le full wet; ma se il meteo dovesse essere più clemente, allora Pierre Gasly e Brendon Hartley avranno a disposizione 1 set di gomme White Medium, 4 di Yellow Soft e ben 8 di Red Supersoft.