James Key:
Sapevamo che la natura longitudinale di questa pista non si sarebbe adattata molto bene alle caratteristiche della nostra vettura, in quanto il Circuit Gilles Villeneuve predilige le prestazioni in rettilineo. Gli altri motori continuano infatti la loro evoluzione, mentre la nostra power unit 2015-Spec rimane la stessa. Tuttavia, eravamo fiduciosi di poter fare un buon lavoro.

Venerdì
Durante le prime due sessioni di prove libere, la nostra priorità è stata quella di scoprire il comportamento delle tre mescole a disposizione: in particolare la Soft, che è una high working range, che aveva il potenziale per consentire una gara ad una sola sosta. Avevamo la necessità di scoprire come le gomme avrebbero lavorato sia sul giro singolo, per le qualifiche, che sui long run, per la gara. È stato difficile, perché non ci sono abbastanza curve ad alta velocità per portare le gomme alla giusta temperatura d’esercizio, anche se il degrado è basso. A parte il lavoro sulle gomme, ci siamo concentrati anche sull’impianto frenante, in quanto su questa pista rappresenta uno degli aspetti cruciali. Durante la prima giornata, il nostro passo nei long run sembrava promettente e ci sentivamo fiduciosi sulle decisioni da prendere con gli pneumatici. Nel secondo settore eravamo un po’ deboli, avendo meno velocità di punta, e Kvyat soffriva di un’asimmetria in frenata. È una condizione che può capitare quando c’è particolarmente freddo: il freno anteriore è meno efficace su un lato rispetto all’altro.

Sabato
C’era più freddo e sapevamo che in queste condizioni avremmo avuto una qualifica difficile, non disponendo di una potenza simile agli altri. Tuttavia, la nostra performance nelle Prove Libere 3 – specialmente con Carlos – ci faceva ben sperare di non essere così lontani anche con Daniil, nonostante lui continuasse ad avere alcuni problemi in frenata e con le temperature delle gomme. Ancora una volta, proprio come a Monaco, il divario tra noi e i nostri avversari era davvero ridotto. La Q1 è filata liscia e abbiamo scelto di girare con gomme ultrasoft e, alla fine, ci siamo assicurati l’accesso alla Q2. Speravamo di avere almeno una vettura in Q3: tuttavia, con Daniil abbiamo optato per fare un giro veloce direttamente dopo quello d’uscita, anziché fare un ulteriore giro di riscaldamento, e così ha sofferto per la temperatura delle gomme non ideale. Sfortunatamente, Carlos ha toccato il famoso “Muro dei Campioni” nel corso del suo primo run. È stato un peccato, considerando che era a suo agio con la vettura e che, fino a quel momento, aveva fatto un buon giro. È stata la fine dei giochi: non solo non ha ottenuto un crono per la Q2, ma ha anche danneggiato il suo cambio. Abbiamo dovuto sostituirlo e questo gli è costato 5 posizioni di penalità sulla griglia di partenza, che lo ha fatto scivolare in ventesima posizione, mentre Daniil ha dovuto scontare una penalità della gara precedente.

Domenica
Pensavamo che una sola sosta fosse possibile, ma anche l’opzione con due fermate era una via percorribile. Così, abbiamo deciso di utilizzare una strategia aggressiva con entrambe le vetture, partendo con gomme ultrasoft nuove per cercare di guadagnare posizioni nella fase iniziale. Entrambi i piloti hanno fatto buoni progressi, soprattutto Carlos che ha quasi subito recuperato quattro posizioni. Il piano era quello di richiamarlo presto ai box, tenendolo lontano dal traffico, montandogli le Soft e dopo vedere per quanto tempo riuscivamo a girare. Abbiamo cambiato le gomme anche a Daniil, montando anche a lui le Soft, perché credevamo fosse il miglior pneumatico per uno stint lungo, stando a quello che avevamo potuto constatare il venerdì. Carlos è riuscito a superare altre vetture ed entrare in zona punti. A quel punto, abbiamo deciso di optare per due soste con entrambi i piloti, tornando ad utilizzare gomme ultrasoft. È stato un rischio, ma ci è sembrata l’occasione migliore per ottenere un buon risultato.

Carlos ha tagliato il traguardo undici posizioni più avanti rispetto a quella di partenza, quindi non ci si può lamentare del risultato: tutto, dalla macchina alla strategia, ha funzionato bene e il pilota ha fatto ciò che doveva per essere in Top 10, pur partendo così indietro. Viene da chiedersi cosa avrebbe potuto fare se fosse partito più avanti sulla griglia. Quanto a Daniil, è rimasto bloccato nel traffico più del suo compagno di squadra. È stato difficile superare altre vetture e le sue gomme si sono deteriorate troppo nella parte finale della gara. Su quella che era una pista a noi non proprio congeniale, avere entrambe le vetture al traguardo, e una in zona punti, non è stato poi così male.