Il circuito ungherese ha raccolto nei 30 anni di presenza nel Circus parecchi appellativi, tra cui quello di “Montecarlo senza muretti”. In effetti, il layout della pista dell’Hungaroring – che si compone di 14 curve, 8 a destra e 6 a sinistra – è davvero tortuoso e mette a dura prova mezzi e piloti. Il nastro d’asfalto misura 4,3 chilometri e il suo completo rifacimento ha, di fatto, azzerato gran parte dei riferimenti delle squadre.

Avere una monoposto ben bilanciata, pronta ai repentini cambi di direzione e con una buona trazione è fondamentale a Budapest. Le monoposto hanno un set-up che sfrutta alti livelli di carico aerodinamico e gli ingegneri tengono continuamente d’occhio le temperature di freni e motore, considerando il caldo che caratterizza il paese in questo periodo dell’anno. Ovviamente, le temperature elevate e la natura della pista condizionano anche il comportamento degli pneumatici, che sono perennemente sotto stress. La potenza delle power unit non è l’elemento fondamentale in Ungheria, ma è necessario curarne le temperature d’esercizio con particolare attenzione, considerando le basse velocità e il caldo. Ovviamente, in un circuito stop-and-go come quello ungherese, le power unit con una migliore efficienza della parte ibrida avranno un ulteriore vantaggio prestazionale.

Per questo undicesimo round del Mondiale, Pirelli porterà gomme White Medium, Yellow Soft e Red SuperSoft. Daniil Kvyat e Carlos Sainz avranno a disposizione 1 set di gomme medie, 5 di Soft e 7 di SuperSoft. Ci si aspettano tempi sul giro più bassi rispetto alla scorsa stagione, sia per gli effetti del nuovo asfalto – che ha ridotto anche le irregolarità – sia per i nuovi cordoli, installati a ridosso delle vie di fuga riviste.