Brendon Hartley (Car 28):

“Non vedo l’ora di guidare su un altro nuovo circuito per me. Non so su quante piste diverse ho corso durante la mia carriera, ma ogni volta che ne affronto una nuova è comunque una cosa entusiasmante. Quello di Baku è uno stradale davvero unico: alcune curve sono davvero interessanti e non permettono alcun margine d’errore: la cosa mi piace e probabilmente anche la maggior parte dei piloti la pensa così. Provando al simulatore, la sezione vicino al castello mi ricorda Macao, una delle mie piste preferite. Penso che mi piacerà, non vedo l’ora che arrivi la quarta gara della stagione. A parte tutto il lavoro di simulazione e il tempo passato a guardare i video delle gare passate, dovrò studiare più che posso sul tracciato, dunque mi piace pensare che nei primi dieci giri dovrò acquisire quante più informazioni possibili. Gran parte del lavoro al simulatore serve per dare ali ingegneri la possibilità di sviluppare il set-up, mentre una piccola parte è dedicata al pilota. Ma quando si deve affrontare un tracciato nuovo, la percentuale di lavoro per il pilota aumenta e quindi il simulatore assume una doppia valenza. Ovviamente, ci sono sempre quegli ultimi decimi che devi tirare fuori direttamente in pista, dove occorre conoscere ogni insidia, tenere conto dei cambiamenti di condizioni, della direzione del vento e di tutte quelle altre cose che si possono sperimentare solamente dal vivo. Ma quando hai già guidato su centinaia di tracciati, guardi una curva e tendi a paragonarla a un’altra che hai già affrontato altrove. Ovviamente, quando stai imparando un nuovo tracciato, l’esperienza conta molto. Certamente, ci si aspetta che il modello di simulazione sia quanto più aderente alla realtà, ma è sempre difficile da sapere: il cordolo è esattamente lo stesso? Il livello di grip è uguale? Quali altri fattori possono essere determinanti? Ci sono marbles sull’asfalto? Quindi diventa molto utile riguardare i video delle edizioni precedenti e vedere quali traiettorie scelgono i piloti, si può imparare anche da questo… non vedo l’ora di andare in pista giovedì per il track walk!

Pierre Gasly (Car 10):

“Baku è davvero entusiasmante perché, prima di tutto, è un circuito cittadino e quindi le insidie, nella migliore delle ipotesi, raddoppiano a causa delle barriere lungo l’intero tracciato, ma penso comunque che le caratteristiche della pista, con quel lungo rettilineo, la rendano davvero interessante. È super veloce! Penso che le altissime velocità raggiunte qui dalla Formula 1 siano pazzesche, dal punto di vista del pilota è davvero entusiasmante, ma anche davvero rischioso. Sono entusiasta di raggiungere Baku. Ricordo di aver seguito la gara dell’anno scorso come pilota di riserva ed è stata una delle corse di Formula 1 più eccitanti della stagione, perciò sono molto felice di essere protagonista quest’anno e spero che tutto possa andare bene per noi. Il passaggio vicino al castello? Penso che sia la curva più stretta del campionato. In un certo senso, è una curva dove puoi guadagnare molto tempo, ma puoi anche perderne tanto, perché è una curva a bassa velocità. In questo tipo di curve, anche una differenza minima di pochi chilometri orari può farti perdere parecchio tempo. Ogni volta che ci si ritrova a correre lì ci si esalta, perché ogni giro ti ritrovi a pochi centimetri dalle barriere, quindi bisogna mantenere un altissimo livello di concentrazione… non è una pista su cui puoi permetterti di andare un po’ più largo sul cordolo esterno, magari accarezzando un po’ d’erba, e sapere che farai alzare solo un po’ di polvere dalle ruote. No, se arrivi largo appena pochi centimetri, finisci dritto sul muro e basta! Emozionante la parte centrale, molto tecnica, dove non è possibile sorpassare, e subito dopo, quando si giunge al rettilineo, ed è lì che arrivano le opportunità per un sorpasso. La velocità sul rettilineo si avverte ancora di più a causa della vicinanza delle barriere e sicuramente questa sensazione si acuisce soprattutto al momento della frenata della curva 1! A Baku sono arrivato secondo in GP2, ed è stata una bella gara dove ho lottato per la vittoria fino all’ultimo giro. Sono partito 18° e poi ho concluso in seconda posizione… è stata una gara rocambolesca, ma sicuramente una di quelle da ricordare!”