I commissari di gara hanno ritenuto i due piloti equamente responsabili per l’episodio, infliggendo a entrambi una reprimenda. Il ritorno della Formula 1 in Francia non ci ha regalato un weekend che ricorderemo con piacere. Sono stati giorni frustranti, dall’inizio alla fine. In realtà, il venerdì sembrava essere iniziato sotto una buona stella, con Pierre nella top ten in entrambe le sessioni, mostrando di avere un buon ritmo. Ma le nostre difficoltà erano già iniziate con un problema alla power unit di Brendon, il cui successivo cambio lo ha costretto a partire dal fondo dello schieramento in gara. Naturalmente, insieme a Ocon e Grosjean, anche Pierre è stato al centro dell’attenzione e ha vissuto una settimana particolarmente intensa. Gli impegni sono cominciati presto: già al mercoledì con un evento organizzato da Red Bull Francia, su una pista di go-kart. Poi ancora adrenalina per il nostro pilota francese, che è stato alla guida di una Honda NSX per tutta la settimana del GP di Francia. 

Tornando a parlare dell’azione al Paul Ricard, abbiamo iniziato le qualifiche sapendo che il nostro Kiwi sarebbe stato costretto a partire dalle retrovie e Pierre, in una lotta serrata a centro gruppo, non è riuscito a raggiungere la Q3, dovendosi accontentare del quattordicesimo posto. Il 14 a quanto pare doveva essere il nostro numero questo weekend, considerando che Brendon si è fatto strada dall’ultima fila, risalendo proprio fino a quella posizione, nella quale poi ha tagliato il traguardo. Eravamo convinti che la pioggia avrebbe potuto darci qualche possibilità in più in gara, ma sfortunatamente è arrivata solo dopo la fine dell’evento, accompagnata da tuoni e fulmini, rendendo la vita difficile per tutte le squadre impegnate a imballare tutto velocemente per affrontare il lungo viaggio di 1100 chilometri che porta fino al Red Bull Ring, dove si tornerà in pista il prossimo venerdì.