Qual è stato l’approccio al progetto STR13?

Ci sono state diverse sfide, ma nessuna di queste era davvero sconosciuta alla Toro Rosso. La più ovvia è stata quella relativa al cambio di partner motoristico; ci sono stati anche alcuni piccoli cambiamenti regolamentari sul fronte aerodinamico, dei chiarimenti sulle sospensioni e via dicendo. Queste novità hanno avuto effetto sul modo di approcciare a determinate aree. Fondamentalmente, abbiamo adattato le nostre conoscenze ai regolamenti, non appena questi sono stati pubblicati, ma è un processo praticamente normale passando da un anno all’altro. L’elemento che si nota di più – uno dei più chiacchierati – è ovviamente la protezione della testa del pilota con l’Halo. Per noi è stata una sfida tutta nuova, perché non c’erano dati di riferimento degli anni precedenti su cui basarci. Per integrarlo al telaio, quindi, abbiamo iniziato da zero. La cosa difficile era soddisfare i severissimi requisiti per la sua integrità strutturale e quelli del montaggio nel telaio. Una delle ragioni per cui Halo viene adottato – che è una delle cose su cui si è discusso un po’ – è la sua incredibile resistenza a carichi enormi, dunque non è un componente necessariamente bello da vedere. È più un elemento strutturale che un esercizio di stile. Halo è stato progettato seguendo un insieme molto rigido di requisiti di integrazione meccanica e strutturale. Il test di carico che deve essere in grado di sopportare l’Halo è davvero enorme e ha rappresentato una grande sfida.

Per quanto riguarda il resto della vettura, a parte il motore, abbiamo utilizzato le informazioni in nostro possesso per perfezionare quelli che erano i punti di forza e ridefinire completamente i punti deboli dello scorso anno, applicando l’esperienza maturata con queste nuove normative per il telaio durante la scorsa stagione. Quindi, in alcune aree la vettura 2018 è un po’ un’evoluzione. Tuttavia, in altre zone, specie al retrotreno, abbiamo ridisegnato diverse aree e modificato il modo in cui lavora la sospensione, perché ci siamo resi conto che non era stato un punto di forza nel 2017, così abbiamo identificato il problema e lo abbiamo affrontato sulla vettura 2018.

Dal punto di vista aerodinamico, alcune aree sono abbastanza diverse rispetto alla vettura 2017, mentre altre sono un miglioramento di ciò che avevamo già. Sull’aerodinamica c’è attualmente un gran fermento. All’inizio dello scorso anno era un settore in cui andavamo bene, ma poi non abbiamo raggiunto il livello che avevamo prefissato entro la fine dell’anno. Alcuni sviluppi aerodinamici sono un’evoluzione evidente di quelli della scorsa stagione, mentre alcuni sono completamente nuovi: questo sarà un lavoro che continuerà nel corso del 2018. C’è ancora tanto margine di miglioramento da cercare all’interno di questi regolamenti sul telaio. Probabilmente a metà stagione avremo una macchina dall’aspetto decisamente differente rispetto a quella di oggi. Al momento, lo sviluppo aerodinamico resta il nostro focus principale..

 

Veniamo al cambiamento più sostanziale: il motore.

Negli ultimi anni abbiamo cambiato diverse volte il motore, dunque abbiamo imparato ad avere una certa flessibilità all’interno del team. Sebbene i tempi siano stati più lunghi di quello che avremmo voluto, non è stato un problema adattare la vettura al nuovo motore. L’installazione del motore sul telaio è andata bene. Certo, se avessimo avuto tempi più regolari, avremmo potuto prendere alcune decisioni diverse, ma questo comunque non ha influenzato radicalmente l’architettura della macchina e l’installazione è risultata piuttosto ordinata. Honda ha prodotto una power unit molto compatta, con cui lavorare è semplice. Questa è stata una scoperta gradita quando abbiamo iniziato ad avere i dati CAD e discutere con loro di specifici argomenti tecnici. La cosa ci ha permesso di riprogettare la nostra scatola del cambio in modo che permettesse una migliore installazione di alcune parti interne della sospensione posteriore, quindi abbiamo avuto diversi vantaggi nell’installazione. È una cosa decisamente positiva. La collaborazione con Honda, ovviamente, è un’esperienza nuova. Personalmente ho lavorato con Honda qualche anno fa ed è stato un bel periodo, ma collaborare con un fornitore di motori che non ha sede in Europa è una cosa diversa: non puoi semplicemente farci un salto e chiacchierare davanti a un monitor. È necessaria una forma di comunicazione molto più strutturata. Abbiamo a che fare con un fuso orario notevolmente diverso ed è qualcosa che devi sempre prendere in considerazione. Un altro aspetto importante di questa partnership è che si tratta di una fornitura di motori esclusiva, che rappresenta un’opportunità fantastica per noi e altrettanto per la Honda, che lavora con una nuova squadra nell’era di queste power unit. Per noi non si è trattato solo di installare un motore e discutere di tutta la marea di dettagli che ne derivano – il software, l’elettronica, il funzionamento del motore stesso, i sistemi di raffreddamento e persino il layout del nostro garage – È stato anche un modo per essere in relazione con il nostro partner motoristico e avere delle buone influenze su certi elementi. Per noi è stata una sfida stimolante passare a una nuova fornitura di motori esclusiva ed essere coinvolti a questo livello, finora è stata un’esperienza grandiosa. Per riassumere, Honda è stata una boccata d’aria fresca

Pirelli ha introdotto uno pneumatico più morbido quest’anno. È qualcosa che viene preso in considerazione durante la fase di progettazione?

Sì, perché l’effetto combinato di uno sviluppo continuo su aerodinamica e propulsore, insieme a una maggiore aderenza data da pneumatici più morbidi, si traduce in velocità maggiori. Pertanto, ci si deve assicurare che faccia parte delle previsioni per le condizioni di carico della vettura. Si deve anche considerare che potrebbe influenzare il modo in cui è necessario impostare l’assetto della monoposto e il modo in cui la geometria della sospensione potrebbe dover adattarsi a un range di mescole che, in media, sono più morbide rispetto allo scorso anno. Le gomme sono un aspetto particolarmente critico e se c’è un cambiamento di questa entità, allora c’è anche un bel po’ di lavoro da affrontare.

Come riassumeresti le aspettative per questo nuovo anno?

JK: Sarà un periodo nel quale rafforzeremo questa nuova partnership, ma matureremo con l’avanzare della stagione, lo faremo un passo alla volta. Mi aspetto che durante l’avanzare dell’anno, il nostro pacchetto diventerà sempre più competitivo. Abbiamo dei piani a breve e medio termine per raggiungere i risultati che ci auguriamo di ottenere e stiamo lavorando per questo adesso. Spero che le posizioni che occuperemo sul finire di questa stagione siano rappresentative del nostro potenziale e possano essere la base su cui dovremo lavorare in futuro..