Del resto, le corse sono anche questo: due settimane fa festeggiavamo il brillante sesto posto di Carlos a Monaco e questa volta né lui né Daniil hanno visto la bandiera a scacchi, sull’isola di Notre Dame.

Sapevamo già quanto una pista del genere potesse rappresentare per noi una sfida particolarmente impegnativa, per questo motivo sarebbe stata fondamentale una sessione di prove libere senza problemi, ma non è andata così. Carlos ha perso completamente la sessione di venerdì mattina per un problema idraulico alla sua STR12. Con Daniil la situazione sembrava più promettente, con un suo piazzamento nelle prime dieci posizioni in entrambe le sessioni. Ma sapevamo, in ogni caso, che poter replicare questa performance anche sabato in qualifica non sarebbe stato semplice.

E infatti, sabato il nostro pilota russo è riuscito ad agguantare solamente l’undicesimo posto, mentre lo spagnolo si è piazzato 13esimo: dunque eravamo in sesta e settima fila sulla griglia. I nostri programmi sono saltati dopo che Daniil è stato prima chiamato alle verifiche FIA, poi la sua vettura è andata in stallo sulla griglia di partenza e infine ha sofferto una foratura a una gomma dopo aver toccato un muro. Un altro contatto ha portato anche alla fine della gara di Carlos.

 

L’espressione nautica “line astern” spiega bene il nostro fine settimana canadese. Mercoledì, in occasione di un evento promozionale, Kvyat e Sainz insieme ai due piloti Red Bull Racing, si sono cimentati nel rafting sulle acque bianche del fiume St. Lawrence, che fa da sfondo all’eccezionale circuito intitolato a Gilles Villeneuve. Poi, sabato sera, con il coprifuoco tecnico già iniziato per tutte e 20 le vetture di F1, in modo tale da impedire qualsiasi intervento da parte dei meccanici, la nostra squadra ha partecipato alla Formula 1 Raft Race.

È un evento che si è tenuto circa 20 anni fa in occasione del GP, con le squadre impegnate a darsi battaglia sulle acque del bacino Olimpico di canottaggio, situato dietro ai box, a bordo di zattere realizzate a mano: un team ha addirittura utilizzato un loro telaio di F1 di riserva! Quest’anno l’evento è stato riportato in vita e organizzato direttamente dalla F1, con tutte le attrezzature necessarie fornite da Red Bull. Molti team di F1, membri della FIA e del management della F1 vi hanno preso parte e c’era persino un team di tifosi. Un’atmosfera grandiosa: entusiasti i commenti di tutti su quanto sia divertente per i team di F1 poter partecipare, tutti insieme, a eventi del genere. Per noi anche una ciliegina sulla torta: il nostro team ha messo a punto una zattera fantastica, veloce abbastanza per concludere sul podio al secondo posto, dietro ai vincitori della McLaren.

Non c’è bisogno di tornare alla nostra deludente domenica: vi basta leggere il comunicato stampa post-gara. Dunque, come si fa sempre in Formula 1, guardiamo avanti… verso l’Azerbaijian. I lunghi rettilinei di Baku, nel circuito cittadino che ospita la prossima gara, non faranno proprio al caso nostro e Carlos sa già che dovrà fare i conti con una penalità di tre posizioni in griglia, inflittagli dai commissari canadesi per aver causato l’incidente con Romain Grosjean, che di fatto ha messo fine alla gara dello spagnolo. In un certo senso, la corsa a Baku è un po’ una novità, perché l’anno scorso in occasione della sua prima apparizione nel calendario di F1, portava la denominazione di GP d’Europa. Quest’anno, invece, una lezioncina di geografia e l’orgoglio nazionale azero hanno fatto sì che l’edizione 2017 venisse intitolata: Gran Premio dell’Azerbaijan.