Avevamo bisogno di rifarci dopo l’Australia, una gara in cui avevamo dimostrato di essere competitivi, ma il cui risultato non era stato all’altezza delle nostre buone prestazioni. La priorità per il Bahrain era buttarsi tutto alle spalle e superare i problemi di Melbourne. Sapevamo che delle prime quattro gare, il Bahrain sarebbe stata quella più difficile, in quanto la nostra vettura non esprime al meglio i propri punti di forza sul circuito del Sakhir: è un tracciato stop-start, molto impegnativo per retrotreno e pneumatici, quest’ultimi già al centro dell’attenzione all’Albert Park. Dovevamo assolutamente fare bene in Bahrain, così il primo giorno, oltre a provare alcune componenti e parti aerodinamiche nuove, il compito principale è stato quello di capire come lavoravano le gomme Medie, Soft e Supersoft.

Venerdì
Avevamo un piano d’attacco chiaro: capire le nostre performance con gli pneumatici, al fine di impostare la giusta strategia per la gestione delle gomme e fissare gli obiettivi in termini di performance per i nostri piloti. Le prove libere del venerdì ci hanno dato le risposte che cercavamo, confermandoci quanto trazione e frenata siano importanti in Bahrain e quanto questi elementi influenzino la vita e il degrado della gomma. Le successive modifiche di setup ci hanno portato nella giusta direzione: è stata una giornata dalla quale abbiamo imparato molto.

Sabato
Le FP3 in Bahrain non sono molto indicative su cosa aspettarsi in gara, perché questo Gran Premio si disputa la sera, quando le temperature sono più basse. Durante le Libere 3 c’era invece caldo e all’inizio della sessione abbiamo fatto del lavoro focalizzato sulla comprensione delle gomme. Max ha avuto un problema ed è rientrato, quindi il suo run è stato diviso in due, ma abbiamo comunque continuato a raccogliere informazioni utili per la gara. Abbiamo simulato una qualifica usando le gomme morbide, per risparmiare le SuperSoft in vista delle vere qualifiche. Entrambi i piloti erano soddisfatti del loro set di SuperSoft provate già al venerdì.

Le qualifiche sono andate bene. Come al solito, su questa pista, i distacchi tra le vetture sono minimi, fatta eccezione per Mercedes e Ferrari lì davanti. Dovevamo fare attenzione in Q1 e abbiamo girato con un set di gomme SuperSoft. Per metterci al sicuro, poi, abbiamo scelto di fare un secondo run, ma questo ci ha lasciato un solo set di SuperSoft nuove per la Q2. Sapevamo di poterci giocare l’entrata in Q3, ma altri team avevano un po’ di vantaggio, data la natura di questa pista. Abbiamo fatto un solo run in Q2, proprio per la quantità limitata di pneumatici a disposizione, terminando in 10° e 11° posizione. Non ne siamo stati proprio soddisfatti, ma per entrambe le vetture questo risultato si è tradotto nella possibilità di scegliere le gomme con cui iniziare la corsa: un bel vantaggio quest’anno, avendo tre diverse mescole di gomme disponibili per la gara.

Domenica
La strategia era tra le 2 e le 3 soste. Le abbiamo diversificate, perché volevamo rimanere flessibili con entrambi i piloti. Con Carlos siamo partiti usando le Soft, così da poter avere una corretta lettura di quella mescola, mentre dopo ha montato un set di SuperSoft. Purtroppo, entrambi i nostri piloti hanno avuto una partenza poco felice: Carlos, mentre era leggermente fuori traiettoria, è stato colpito al secondo giro, rimediando una foratura che gli è costata un sacco di tempo e danni al fondo vettura. Lo abbiamo fatto continuare, montandogli un set di gomme Medie, nella speranza che potesse magari entrare una Safety Car che gli avrebbe permesso di chiudere il gap. Ma i danni alla vettura erano tali che abbiamo preferito richiamarlo ai box per ritirarsi.

Max è partito con SuperSoft nuove: mentre tutti quelli davanti a noi avevano SuperSoft usate, a parte Grosjean. Abbiamo scelto di fargli fare un primo stint aggressivo per cercare di dargli via libera e stare fuori dal traffico. Anche in questo caso, pensavamo di rimanere flessibili sulla strategia. La sua prima parte di gara è stata ragionevole. Lo abbiamo richiamato ai box non appena abbiamo visto i primi segni di degrado sulle gomme, così da non perdere tempo, passando alla gomma Soft. Dopo aver perso un paio di posizioni, siamo stati dietro a Grosjean mentre correva sul suo secondo set di SuperSoft e, da quel momento in poi, quella è stata la nostra posizione. Siamo arrivati davanti alle Williams, che hanno provato a fare due soste, ma Max ha fatto un lavoro eccezionale sia nella gestione delle gomme, sia nella loro comprensione, facendo in questo un grosso passo avanti rispetto all’Australia. Pensavamo di andare fino alla fine quando abbiamo montato le gomme medie, ma avevamo un discreto vantaggio sugli aversari dietro di noi e abbiamo deciso di effettuare un ulteriore pit-stop, montando le SuperSoft. Con quelle, Max si è avvicinato rapidamente a Grosjean, ma non c’erano abbastanza giri per poter agguantare la quinta posizione. Le nostre performance in gara sono competitive e questo è un buon segno in vista delle prossime due gare.