Tante incalzanti domande sul programma di internship che porterà 4 studenti e/o neolaureati ad effettuare uno stage nei dipartimenti di Logistics, IT, Procurement, R&D nella nostra factory di Faenza. Oltre alle opportunità dell’iniziativa promossa da Red Bull, Carlos ha avuto modo di svelare diverse curiosità legate al Circus della Formula 1 e alla propria carriera di pilota, supportata dal Red Bull Junior Driver Programme.

 

 

“Arrivare in Toro Rosso è stato come entrare in una grande famiglia e lavorare con gli ingegneri italiani mi fa sentire davvero a casa. Devo tanto a Red Bull che ha creduto in me fin da quando avevo 15 anni, quando non ero ancora nessuno. Gli sono molto riconoscente e voglio ripagare la fiducia del mio team, cercando di portare a casa risultati e lavorare per diventare, un giorno, Campione del Mondo”.

 

 

Figlio di Carlos Sainz “Senior”, Campione del Mondo Rally, lo spagnolo della Scuderia Toro Rosso ha spiegato il perché ha deciso di non seguire le orme del papà con le vetture a ruote coperte su sterrati, ghiaccio e asfalto: “Ho provato, ma non mi è piaciuto abbastanza. Il mio mondo era un altro: quando avevo 10 anni, mi svegliavo alle 4 del mattino per vedere il Gran Premio d’Australia. Il mio idolo era Alonso e quando l’ho conosciuto, ho capito che sarei diventato un pilota di F1 come lui”.

E a chi gli fa notare che adesso Fernando è alle sue spalle in classifica, Carlos risponde con il sorriso sulle labbra: “Non sono più forte di lui, forse semplicemente non ha ingegneri come quelli di Toro Rosso!”.