Saremo nella splendida cornice del Parco di Monza, tra i più grandi parchi storici d’Europa. Al suo interno sorge l’Autodromo, la cui costruzione risale al 1922. I lunghissimi rettilinei sono intervallati da chicane e curve lente che lo rendono unico, in termini di set-up, rispetto a qualunque altro evento in calendario: il layout della pista, infatti, richiede il minimo carico aerodinamico, ma allo stesso tempo la vettura deve avere comunque un’aerodinamica bilanciata che generi i giusti carichi verticali in fase di frenata. Così, anche tutto il gruppo sospensioni assume un’importanza particolare su questa pista, poiché a questo elemento è demandato il compito di far saltare sui cordoli le vetture, senza farle scomporre troppo.

Sarà una gara dura per i motori: basti pensare che le power unit saranno sfruttate nel pieno della loro potenza per il 71% del giro. Importante avere un motore in grado di garantire una giusta erogazione nei tratti di trazione, come in uscita dalle chicane. Per quanto riguarda la parte ibrida, l’assenza di ripetute frenate comporta un basso recupero di energia in frenata, mentre si riesce a compensare con la MGU-H, in grado di recuperare l’energia dai gas di scarico del turbo.

Per mordere l’asfalto dell’Autodromo di Monza, Pirelli ha nominato le stesse mescole che abbiamo usato a Spa-Francorchamps la scorsa settimana, ossia White Medium, Yellow Soft e Red SuperSoft. Daniil Kvyat e Carlos Sainz potranno contare su 2 set di Medie, 4 di Soft e 7 di Supersoft.