Dopo il fine settimana di Baku, la cosa più importante che abbiamo portato a casa è il punto conquistato da Brendon Hartley nel GP dell’Azerbaijan – il primo in carriera in Formula 1 – nel quale Lewis Hamilton ha festeggiato la sua prima vittoria dell’anno. Il neozelandese, in questa sua prima stagione completa nella categoria, ha avuto un avvio un po’ complicato e questo risultato è certamente una bella spinta per il suo morale e per quello dell’intero team. (Risultati GP Azerbaijan) Prima che per Brendon e Pierre iniziasse il lavoro in pista, Red Bull Azerbaijan ha organizzato per loro una visita all’università di Baku, dove hanno incontrato docenti e studenti specializzati nell’industria petrolchimica, elemento portante dell’economia del paese. Ovviamente i presenti erano entusiasti all’idea di avere due piloti di F1 nell’auditorium e le domande spaziavano da quelle altamente tecniche fino alle curiosità legate all’alimentazione di un pilota prima della corsa. Una volta terminata la chiacchierata, per i nostri piloti è arrivato il momento di sfidare gli studenti in un gioco di corse virtuale, per poi concedersi agli immancabili autografi e selfie.

Di questi momenti ce ne sarebbero stati altri durante il weekend, perché i nostri due piloti erano attesi alla sessione autografi ed è stato interessante andare a spasso per la Fan Zone, dove il numero dei presenti è cresciuto esponenzialmente quest’anno rispetto alle prime due edizioni della gara a Baku. Come detto, l’economia locale è sostenuta principalmente dal petrolio, ma eventi come il Gran Premio lasciano intendere che il turismo è un’altra grande risorsa e lo si è potuto notare quest’anno proprio nelle zone dedicate agli appassionati, dove prodotti tipici, musica e artigianato locale sono stati ben promossi. Pare che l’idea di rendere più accessibile e interessante la Formula 1 a un pubblico più vasto stia effettivamente dando i suoi frutti, anche in luoghi relativamente nuovi come a Baku.

Brendon è stato ben felice di vedere il suo nome tra i primi dieci in classifica, mentre a Pierre è rimasto il rimpianto di aver perso l’opportunità di farlo, dopo essere stato stretto contro il muro da Kevin Magnussen che, proprio per quella manovra, è stato penalizzato dai commissari.
Questo incidente non è stato il primo momento spaventoso del weekend di Pierre: durante le qualifiche, ha evitato per un soffio di schiantarsi ad alta velocità contro il suo compagno di squadra e tutti noi, nel box, ci siamo dimenticati di respirare per qualche istante. In quella fase, Brendon procedeva lentamente dopo aver forato e non era riuscito a spostarsi completamente dalla traiettoria ideale, proprio mentre il compagno di squadra arrivava di gran carriera, in un giro veloce che gli avrebbe consentito di passare alla seconda fase delle qualifiche, se solo lo avesse potuto terminare. È stato solo uno dei numerosi contatti e incidenti che hanno caratterizzato la corsa ultraveloce sulle strade dell’Azerbaijan nei tre anni in cui abbiamo corso qui. Dopo qualche commento negativo sull’Halo e su come questo sport per alcuni non è più come quello di una volta, il weekend di Baku ci ha ricordato che – nonostante tutta l’attenzione posta giustamente sul fronte della sicurezza – la Formula 1 è uno sport ancora veloce e molto pericoloso.

L’intero pacchetto della STR13 Honda non è mai stato al massimo delle proprie potenzialità in questi tre giorni. Tuttavia, il nostro partner motoristico è soddisfatto dei progressi costanti che sta facendo sul fronte dell’affidabilità e il nostro rapporto continua a intensificarsi ed entrambi continuiamo a imparare su come lavorare insieme. Adesso ci accingiamo ad andare incontro a quello che i nostalgici chiamano “l’inizio della stagione europea” ma che, in realtà, sarà solamente una parentesi di due settimane: dopo il GP di Monaco, poi voleremo verso il Canada. Ma ancora prima, si correrà a Barcellona. L’ultima volta che siamo stati lì per i test ha nevicato! Speriamo in un clima migliore e una buona prestazione da parte della Toro Rosso..

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