Torniamo a correre sul rinnovato Autodromo Hermanos Rodrìguez, uno dei circuiti più impegnativi del campionato: dall’aerodinamica al motore, tutto viene condizionato dall’altitudine della pista, che sorge oltre quota due mila metri. L’aria più rarefatta, infatti, impone alle squadre di utilizzare il massimo carico aerodinamico su questa pista, ai livelli di Monaco e Singapore. Al tempo stesso, però, diminuisce la resistenza all’avanzamento e – nonostante l’alto downforce – si raggiungono velocità di punta molto elevate.

Anche il motore lavora appunto in condizioni diverse per via dell’altitudine: il sistema di sovralimentazione dovrà comprimere più aria per raggiungere la corretta pressione d’aspirazione e il raffreddamento delle unità porterà le squadre ad aprire particolari sfoghi d’aria per agevolare il raffreddamento. Da tenere d’occhio anche l’impianto frenante: qui si passano ben 21 secondi al giro a pestare il pedale sinistro ed avere un corretto dimensionamento delle prese d’aria aiuta a tenere le giuste temperature d’esercizio, così da evitare usure anomale nei materiali d’attrito.

Per il Gran Premio del Messico avremo a disposizione le stesse mescole di gomme già fornite da Pirelli ad Austin. Carlos Sainz e Daniil Kvyat avranno a disposizione 2 set di P Zero White Medium, 3 di Yellow Soft e 8 set di Red SuperSoft. I nostri ragazzi non vedono l’ora di scendere in pista e godersi l’urlo degli appassionati che affollano le tribune dello stadio di baseball: quando ci si passa in mezzo e si alzano per un attimo gli occhi, ci si rende conto di quanto il pubblico messicano ami il nostro sport!