James Key:
Questa è stata la prima gara in cui le scelte degli pneumatici fatte in precedenza sono state allineate al format di qualifiche. (Il ritorno alla procedura di qualifica del 2015 ha fatto in modo che le scelte fatte per questa corsa, all’inizio di quest’anno, corrispondessero realmente ai piani del team su questo tipo di qualifica). Questo è un elemento che ha fatto la differenza, perché abbiamo potuto applicare i piani già messi a punto. La buona notizia è che, proprio come abbiamo visto in Bahrain, le gomme in gara si sono rivelate molto vicine alle nostre aspettative. Non siamo scesi a compromessi e certamente questo elemento ha reso il fine settimana più semplice rispetto agli altri due già affrontati.

Venerdì
Una giornata asciutta durante la quale abbiamo avuto l’opportunità di testare alcuni nuovi sviluppi aerodinamici. Le Libere 1 sono state un po’ complicate, ma nelle Libere 2, tra le tante altre cose, ci siamo principalmente concentrati sul normale programma di valutazione pneumatici. Nelle Libere 1 la pista non era gommata, perché aveva piovuto un bel po’, ma nonostante ciò i livelli di aderenza erano sorprendentemente alti. Durante le Libere 2 abbiamo lavorato in configurazione gara per confermare la correttezza delle informazioni sulle gomme. Entrambi i piloti hanno fatto un run sulle SuperSoft: sapevamo che erano le mescole più critiche, perché la gomma anteriore sinistra è particolarmente sollecitata su questa pista. Per quanto riguarda le medium e le soft, abbiamo preferito dividere il lavoro tra i due piloti. Eravamo alla ricerca di un buon set up prima della fine della seconda sessione.

Sabato
Le libere 3 si sono disputate sul bagnato, mentre la qualifica sull’asciutto. Non è stato il migliore degli scenari per noi, considerando le valutazioni che avevamo fatto per le gomme: dovevamo scegliere quale set da asciutto restituire dopo la terza sessione, secondo quanto dice il regolamento. Abbiamo deciso di prediligere la qualifica, piuttosto che la gara sulla strategia delle gomme, optando per avere un set extra di SuperSoft per affrontare la qualifica.

Questo ci ha permesso di fare due giri in Q2, anche se alla fine non ne avremmo avuto bisogno, anziché avere due set di gomme soft per la gara. Abbiamo fatto un solo tentativo in Q1, perché ci aspettavamo di passare abbastanza facilmente. Poi abbiamo affrontato la Q2 usando due set di supersoft, pianificando di correre in Q3 con un solo set. Prima dello stop in Q2 (per togliere i detriti) avevamo già fatto un tempo abbastanza veloce da assicurarci la Q3, dove invece non siamo riusciti a esprimerci al meglio sulle gomme nuove. Così abbiamo chiuso in ottava e nona posizione, ma credo che il sesto e il settimo tempo erano alla nostra portata; comunque, abbiamo avuto il piacere di avere entrambe le macchine in top ten.

Domenica
Partire nei primi dieci significa che devi iniziare la corsa con gli stessi pneumatici utilizzati in Q2, in questo caso le SuperSoft, una mescola che generalmente è troppo morbida per la gara e, quindi, sei costretto a forzare un po’ la strategia. Questo ci ha un po’ svantaggiati, ed è uno dei motivi per cui ci serviva essere in una posizione migliore in griglia. Ma non ci siamo persi d’animo e abbiamo combattuto con gli avversari davanti a noi, piuttosto che preoccuparci troppo di quelli alle nostre spalle.

Avevamo studiato quattro strategie differenti, ma entrambi i piloti sono partiti usando la stessa tattica basata su tre soste, fin quando le cose non si sono stabilizzate. Carlos ha fatto davvero una buona partenza: nelle prime curve era quarto, ma ha perso posizioni nei confronti delle due Force India, con cui poi è tornato a lottare. Max ha fatto un errore in partenza e ha perso un po’ di terreno, ha dovuto alzare il piede per evitare contatti con altre vetture. Eravamo abbastanza fiduciosi che Carlos potesse passare nuovamente le Force India per tornare in quarta posizione, così come lo eravamo sulla rimonta di Max, cosa che poi ha fatto. Al quarto giro è entrata la safety car che, dal punto di vista strategico, è andata a nostro favore perché siamo passati immediatamente dalle SuperSoft alle Soft. Purtroppo Carlos è stato letteralmente bloccato in pit-lane da una Force India lentissima che ci ha fatto perdere un sacco di tempo rispetto agli avversari davanti a noi. Abbiamo dovuto fare due pit-stop in successione e anche Max ha così perso un po’ di tempo. Siamo tornati in pista a 51 giri dalla fine con molta strada da fare per tornare in zona punti.

Dopo la safety car, entrambi i piloti giravano con le Soft. Dopo questo primo stint sulla gomma morbida, Max ha fatto un run più lungo sulle Medium, in modo da coprire quanti più chilometri possibili ad un ritmo ragionevole, per poi attaccare sul finale. Carlos ha fatto l’opposto, attaccando all’inizio del suo stint e facendo un run più lungo sulle Medium fino alla fine.

È stata una gara davvero emozionante, un po’ fuori dagli schemi perché alcuni si sono fermati, altri non lo hanno fatto e sono stati utilizzati pneumatici diversi nello stesso momento. Abbiamo usato strategie diverse, seppur in certi versi simili, per ogni pilota e hanno funzionato bene. L’ottavo e il nono posto non sono certo risultati grandiosi, ma considerando tutti i compromessi che abbiamo dovuto affrontare, non possiamo lamentarci. Francamente, con il ritmo che tenevamo sul finale di gara, se avessimo avuto qualche giro in più a disposizione, penso avremmo superato anche Hamilton e Massa. Il passo c’era, ma avevamo perso troppo tempo in precedenza.