La tappa inaugurale del campionato è coincisa con l’inizio di una nuova era in Formula 1, sia dal punto di vista tecnico che per quello manageriale di questo sport, affidato a una nuova organizzazione che può considerarsi soddisfatta per come sono andate le cose la scorsa settimana in Australia: c’era una grande folla; le nuove vetture sono più attraenti e – seppur sia difficile rendersene conto ad occhio nudo – sono anche più veloci della generazione precedente; inoltre, domenica, la squadra che ha finora dominato l’era dell’ibrido ha piazzato le proprie vetture “solo” in seconda e terza posizione.

E che dire della Scuderia Toro Rosso? La nostra STR12 ha continuato a raccogliere consensi tra addetti ai lavori e tifosi per la sua bella livrea. Se si dovesse cercare un circuito adatto ad effettuare delle prove, l’Albert Park non sarebbe sicuramente nella lista delle opzioni, perché è un circuito che pone davanti a sfide inusuali. Ma proprio quello del test è l’approccio con cui ci siamo avvicinati ai primi turni di prove libere, visto che un paio di interruzioni del nostro programma durante i test invernali di Barcellona ci hanno portato ad avere ancora alcune voci in agenda da spuntare.

Dopo il lungo viaggio dall’Europa e l’evento legato ad uno sponsor sulla paddle boarding di mercoledì, sulla spiaggia di St. Kilda, Daniil Kvyat e Carlos Sainz si sono immediatamente messi al lavoro venerdì, ciascuno coprendo una distanza di gara e inserirsi tra i primi dieci nella classifica dei tempi. Questo è stato il pilastro del nostro weekend positivi: una giornata senza problemi e con entrambi i piloti che avevano realizzato le loro migliori prestazioni all’Albert Park!

Anche il sabato è andato bene e, considerando la competitività degli avversari, ottenere l’ottava e la nona posizione sulla griglia di partenza è stato un risultato davvero incoraggiante per la prima qualifica della stagione. A meno di non aver conquistato la prima e la seconda posizione, si sente sempre l’esigenza di fare meglio ma, onestamente, tagliare il traguardo del Gran Premio nelle stesse posizioni di partenza – 8° Carlos e 9° Daniil – rappresenta un solido inizio di stagione. Potevamo fare meglio? Probabilmente sì. In una gara che, sorprendentemente, non ha visto l’ingresso della safety car, tutto si è basato sul passo e sulla posizione in pista la domenica.

Dopo aver fatto passare i leader della gara, Carlos non ha avuto vita facile e ha visto abbassarsi troppo la pressione delle gomme ed entrambi i nostri ragazzi sembravano in grado di riprendersi da Perez ciò che si era preso nelle prime fasi. Sulla vettura di Daniil abbiamo avuto l’unico problema di affidabilità del pomeriggio che ha richiesto la ricarica del sistema d’aria per ben due volte, l’ultima ad un paio di giri dal termine: questo gli ha negato la possibilità di attaccare la Force India. Il nostro pilota russo, inoltre, ha fatto il primo stint più lungo con le Ultrasoft usate, di per sé una vera impresa.

Anche i nostri ragazzi ai box possono complimentarsi con loro stessi per i pit-stop ben eseguiti: durante l’inverno è stato fatto un gran lavoro di miglioramento in quest’area e ci saranno ancora prove in tal senso tra una gara e l’altra… Prossima fermata, Shanghai!