Hai avuto modo di correre quattro Gran Premi in un 2017 piuttosto impegnativo per te, cosa ti aspetti adesso dal 2018?
BH: Non vedo l’ora di affrontare tante nuove sfide e sono particolarmente entusiasta del primo evento in calendario. L’Australia non è la mia gara di casa, ma quando sono tornato in Nuova Zelanda, ogni due o tre persone che incontravo, uno mi diceva che sarebbe venuto a vedermi a Melbourne. Quindi spero proprio di vedere molte bandiere neozelandesi lì. In generale, non vedo l’ora che la stagione inizi, perché questo è sempre stato il sogno di una vita intera.

Prime impressioni del lavoro con Honda?
BH: La cosa chiara emersa da tutti i meeting che abbiamo fatto finora è che stanno lavorando sodo. Devo dire che attorno a questa partnership c’è tanta energia positiva in factory ed è un’enorme opportunità per il nostro team. E poi, non vedo l’ora di incontrare il sushi chef della Honda!

Diversi anni fa eri quasi arrivato in F1, ma poi la cosa non si concretizzò. Cosa c’è di diverso per te stavolta?
BH: Ho provato le monoposto di F1, ma al momento di gareggiare non è toccato a me. Le gare di endurance però mi hanno consentito di accumulare l’esperienza che mi serviva e mi hanno fatto crescere come pilota. Ho avuto modo di lavorare a fianco di compagni di squadra al top, in un team grande come qualsiasi altro impegnato in Formula 1 e guidare una vettura complicata in gare molto combattute. Sento di essere più preparato oggi, a 28 anni, più di quanto non potessi esserlo a 18.

Cosa ne pensi dell’Halo?
BH: le vetture di F1 sono sexy e un sogno per ogni aerodinamico, ma l’Halo sembra più un elemento aggiunto piuttosto che parte integrante della monoposto. Ma comprendo l’aspetto della sicurezza. Lavorando al simulatore, posso dire che non cambierà molto per noi quando saremo al volante.

Sei il nono neozelandese della storia a correre in F1. Cosa significa per te?
BH: In nuova Zelanda c’è una grande tradizione nel motorsport e da quando corro in F1 – e ancora prima in LMP1 – le reazioni sono state incredibili. Ricevo un supporto enorme. Ci sono molti piloti neozelandesi impegnati in competizioni di alto livello, tanto che per il motorsport neozelandese questo è considerato un periodo d’oro. Sono consapevole della nostra storia in questo sport e sono orgoglioso di poter sventolare la nostra bandiera, ancora una volta.