James Key:
Ci aspettavamo che entrambi gli appuntamenti sarebbero stati difficili, Monza probabilmente più di Spa, perché su entrambi i circuiti erano richieste bassa resistenza aerodinamica e tanta potenza. In tutti e due i weekend abbiamo potuto constatare i grossi passi avanti che sono stati compiuti dai nostri avversari in fase di sviluppo della power unit e quanto la mancanza di sviluppo di quest’area ci stia penalizzando adesso, forse anche più di quanto avevamo previsto. Non possiamo farci niente, dato che alla fine dello scorso anno ci siamo ritrovati in una situazione complicata e l’unica scelta possibile era quella di orientarsi su ciò che era disponibile sul fronte delle power unit. A Spa, abbiamo faticato un po’ con le gomme, a causa delle temperature della pista inaspettatamente alte, ma credo che questo sia stato un problema comune per la maggior parte dei team. Alla fine, il weekend si è rivelato particolarmente critico e quello che abbiamo dovuto affrontare ha rappresentato una sfida nella sfida, perché non solo la natura stessa dei due circuiti non è adatta alla nostra vettura, ma abbiamo anche dovuto fari i conti con un notevole calo di prestazioni a causa di qualcosa che non ha funzionato del tutto correttamente sulla nostra macchina. Ad esempio, a Spa ci aspettavamo di essere competitivi nel Settore 2 (quello con più curve) e invece non lo siamo stati.

I problemi che abbiamo riscontrato sulla vettura sono correlati all’introduzione delle molte nuove componenti operata nel mese di luglio, non a caso da lì in poi abbiamo iniziato a notare questo calo nelle prestazioni. Quindi, attualmente, stiamo valutando il comportamento di tutti i nuovi elementi, controllando gli eventuali malfunzionamenti, e parte del nostro lavoro nel venerdì di Monza è stato dedicato proprio a quest’attività. Comunque non siamo eccessivamente preoccupati, anche perché siamo già consapevoli della natura del problema: ci basta solo circoscriverlo, senza sacrificare troppo dello sviluppo introdotto a luglio. Nell’immediato abbiamo avviato una serie di operazioni che ci consentiranno di rimuovere le componenti che non hanno funzionato, risolvendone i problemi, per poi rimontarle in vettura.

Quindi, con molto poco tempo a disposizione tra le due gare, abbiamo dedicato la maggior parte delle prove del venerdì a Monza per fare un lavoro di comparazione con alcune delle nuove componenti, inoltre abbiamo condotto una serie di test per cercare di individuare meglio i problemi da affrontare. Durante il venerdì abbiamo anche fatto girare le auto in diverse configurazioni, come se fosse effettivamente una giornata di test. Tra l’altro Monza è davvero una buona pista per questo tipo di operazioni, con i suoi lunghissimi rettilinei e le sue curve molto “pulite”. Abbiamo ottenuto risultati interessanti e abbastanza positivi, grazie ai quali adesso abbiamo una situazione ben più chiara e abbiamo definito la direzione verso cui lavorare.

A causa di questa fase di investigazioni, il nostro approccio al weekend di Monza non è stato proprio ottimale, dato che avevamo la consapevolezza di dover trovare una soluzione ai problemi riscontrati. Il sabato è stato deludente per Daniil, eliminato già in Q1. Purtroppo è stato rallentato dal traffico durante il suo giro veloce. Carlos è approdato tranquillamente in Q2 con un giro pulito. Certo, siamo rimasti delusi per non essere riusciti a fare un po’ meglio in Q2, ma la Q3 in ogni caso non sarebbe stata facile da raggiungere. Si trattava di accettare quello che eravamo riusciti ad ottenere e capire come affrontare al meglio la gara.

Abbiamo corso con un po’ più carico aerodinamico, maggiore rispetto a quella che si ha di solito a Monza, con la speranza di poter contare su una strategia ad un solo pit, che stando ai dati forniti dalla Pirelli, non sarebbe stata possibile per tutti. Considerando la nostra posizione in griglia, una strategia ad una sosta sembrava un’opzione possibile che avrebbe potuto darci la possibilità di guadagnare uno o due punti. Rispetto alle altre vetture attorno a noi c’era davvero poco margine. Sfortunatamente, non siamo riusciti a mettere in pratica questa strategia con l’auto di Daniil che, per di più, ha subito anche qualche danno con conseguenti problemi di temperatura che lo hanno costretto al ritiro.

Per quanto riguarda Carlos, abbiamo dato il massimo. È stato sicuramente difficile per via delle gomme che non hanno lavorato abbastanza bene come speravamo. Nel complesso, proprio come ci aspetavamo, è stato un weekend in cui abbiamo solo tentato di limitare i danni. Tenendo conto che alcuni dei nostri diretti avversari non sono andati a punti, possiamo quantomeno dire che non poteva andare peggio.

Ora il nostro obiettivo deve essere quello di ritornare ai livelli di competitività mostrati prima di queste ultime due gare, nel più breve tempo possibile e facendo tutto il possibile per arrivarci. Speriamo che il prossimo GP di Singapore sia già il primo passo lungo questa strada. Dovrebbe essere una pista che si adatta molto meglio alle nostre vetture, avendo delle caratteristiche che sono completamente l’opposto di quelle di Monza. La potenza del motore influisce molto meno e invece contano maggiormente alto carico aerodinamico e grip. Con una pista più adatta alle nostre caratteristiche, speriamo di mostrare presto le performance che ci hanno contraddistinto in passato.