James Key:
L’obiettivo che ci eravamo prefissati per questa tappa del mondiale era quello di cercare di portare a termine un weekend senza problemi, perché da Monaco in poi è sempre accaduto qualcosa che ci ha impedito di svolgere il nostro lavoro così come avremmo voluto. Pensavamo che Silverstone per noi poteva rappresentare un’occasione favorevole, dato che si tratta di un circuito dalle curve veloci, e sapevamo che le condizioni meteo sarebbero potute essere variabili, anche se in realtà non ci saremmo aspettati un tempo da “test invernali” come quello che abbiamo trovato!

Venerdì
Le condizioni di forte vento ci avevano portato a essere inaspettatamente poco competitivi nelle curve lente: in particolare nelle curve 4 e 7 e in uscita dalla chicane a fine giro. Di contro, andavamo abbastanza bene nei tratti dove le vetture raggiungono medie e alte velocità. Di certo il vento ha costituito un fattore importante, ma entrambi i piloti hanno chiaramente ravvisato dei problemi di trazione in uscita di curva. Avevamo già notato questi problemi principalmente durante i run più corti con carichi di carburante medi, ma nei run più lunghi e con peso maggiore a bordo le prestazioni della vettura erano generalmente migliori.

Sabato
Abbiamo deciso di ritornare ad un set-up meccanico più vicino alle nostre impostazioni di base: ci siamo concentrati sulle regolazioni delle ali con le quali stavamo girando, dato che avevamo precedentemente provato un’ala a incidenza media, quindi nel complesso abbiamo affrontato la sessione di sabato con un approccio più prudente. Questa scelta in effetti ha pagato, perché anche se i problemi non sono stati completamente risolti, certamente sono stati più semplici da gestire e la vettura si è dimostrata più facile da guidare alle basse velocità. Abbiamo dunque compiuto un discreto passo avanti in FP3, per poi, una volta arrivati alla Qualifica, riuscire a tornare ai livelli di sempre con la vettura di Carlos e avvicinarci con quella di Daniil. Le qualifiche ci hanno dato risultati differenti: Carlos è arrivato in Q3 senza grossi problemi, ma poi non è riuscito ad ottenere il tempo in cui speravamo. Con Force India e McLaren c’è stata una lotta piuttosto serrata. Abbiamo chiuso con un ottavo posto, diventato settimo in griglia a causa della penalità per Vettel. Daniil stava andando sempre meglio: era più veloce ad ogni giro e stava via via ritrovando fiducia. Poi però è stato rallentato da un’altra monoposto mentre stava facendo un ottimo tempo e purtroppo ha così perso diverse posizioni sulla griglia.

Domenica
È stata una gara impegnativa, soprattutto dal punto di vista della strategia, dato che siamo stati costretti a partire con le gomme da bagnato, dietro la Safety Car. Tutti hanno uniformato le scelte: c’è voluto un po’ di coraggio per prendere le decisioni per una migliore gestione degli pneumatici. Ne abbiamo discusso al muretto, consapevoli che le Extreme Wet si sarebbero consumate molto rapidamente via via che la pista si andava ad asciugare, così avremmo avuto bisogno di passare alle intermedie prima di montare poi le Slick. Perciò abbiamo deciso, come anche altre squadre, di fermarci prima con una macchina: ciò che abbiamo fatto con Carlos. Abbiamo lasciato a Daniil un giro in più con le Wet e teoricamente questa scelta sembrava stesse pagando, ma poi, nel giro successivo, si è verificato uno di quegli eventi impossibili da prevedere durante la gara, ossia l’ingresso della Virtual Safety Car, che ha fatto sì che le auto davanti a noi, che non si erano ancora fermate, guadagnassero un pit gratuito. La Virtual Safety Car ha costituito per i nostri avversari un evidente vantaggio, per noi non è stato così, anche se in effetti avevamo preso le decisioni giuste. Sull’asciutto abbiamo fatto segnare intermedi abbastanza veloci, con Carlos settimo, e Daniil all’interno di un trenino che si andava formando più indietro, mentre lo stesso Carlos cercava di colmare il divario da Perez.

Quando abbiamo montato le Medie, la nostra strategia prevedeva di portare a termine la gara senza ulteriori soste, richiedendo ai piloti un’oculata gestione delle gomme, dato che mancavano ancora numerosi giri al termine, peraltro in condizioni fredde. Ci siamo riusciti: purtroppo Daniil è arrivato a soli 9 decimi dai 5 secondi di penalità inflitti a Vettel, il che significa aver sfiorato la nona posizione. Aver concluso a punti con la decima posizione dopo una gara durissima, ed esser partito quindicesimo, è comunque un risultato soddisfacente. Carlos ha condotto una buona gara, concludendo con l’ottavo posto, ed anche il suo ritmo è stato certamente buono. Purtroppo, anche lui come molti altri piloti, è rimasto vittima della curva 1, dove è andato in testa-coda, perdendo un paio di posizioni. Nel complesso siamo felici di aver superato le difficoltà che si erano presentate sabato mattina: così ci siamo potuti concentrare sulle performance, sugli pneumatici, ecc… invece di essere assorbiti dalla risoluzione dei vari problemi. Abbiamo portato entrambe le vetture in zona punti dopo una gara durissima, il che è positivo; probabilmente in un mondo ideale avremmo potuto fare qualcosina in più, ma alla fine possiamo considerarci soddisfatti dato che siamo riusciti ad esprimerci al meglio.