Quanto alla giornata di Pierre, partito dal fondo dello schieramento, è stata ricca di azzardi: quando sembrava che un temporale stesse per inondare la pista, lo abbiamo chiamato con largo anticipo ai box per montare le gomme full wet. Ma la pista, anziché bagnarsi, si è asciugata ancora di più e dunque abbiamo dovuto nuovamente fare una sosta per tornare alle slick. Così, alla fine, ha chiuso in quattordicesima posizione.

Sfortunatamente, dopo la cerimonia del podio è arrivato una sorta di temporale tropicale. Esattamente come era successo qualche settimana fa al Paul Ricard, dopo il GP di Francia, il team ha dovuto smontare le attrezzature in condizioni davvero difficili. Situazioni del genere restano una preoccupazione per il mondo della F1, perché le attrezzature bagnate possono danneggiarsi durante un viaggio di un paio di giorni a bordo di un camion alla volta di Budapest, dove correremo il prossimo weekend. Quindi l’intero processo di imballaggio in caso di pioggia richiede più tempo del solito, poiché ci si deve assicurare che tutti i componenti fondamentali risultino asciutti prima di essere spediti.

Adesso, alcuni di noi sono tornati a Faenza per un breve “pit-stop” di un paio di giorni, per poi partire mercoledì alla volta di Budapest, mentre gran parte della squadra è passata da un ring all’altro – dall’Hockenheimring all’Hungaroring – per prepararsi alla gara che precede la pausa estiva obbligatoria.
Una delle strade intraprese dal nuovo management della Formula 1, che si è inserito un paio di anni fa, è stata quella di investire di più in promozione, in pubblicità e nel marketing del Campionato Mondiale. E sembra proprio funzionare, se guardiamo al gran numero di presenze registrate nelle ultime gare. Durante il weekend tedesco, 165.000 persone sono passate dai tornelli, un aumento del 25% rispetto al dato del 2016, l’ultima volta che si era corso un Gran Premio a Hockenheim.