Ad ogni modo, gennaio è già iniziato e quindi tutti sono concentrati sulle attività di quest’anno, inclusi i piloti, che stanno progressivamente rientrando al lavoro. La stagione di F1 di Pierre è stata piuttosto breve, dato che è salito a bordo solo durante le ultime gare, ma in generale per lui è stato comunque un anno molto impegnativo. Lo abbiamo raggiunto, mentre si preparava per la sua prima sessione del 2018 al simulatore.

Pierre, hai sentito il bisogno di una vacanza dopo il Gran Premio di Abu Dhabi?


PG: “È stata sicuramente una stagione molto impegnativa sul fronte lavorativo, tra i miei impegni in Super Formula in Giappone e il mio lavoro al simulatore come terzo pilota per la Red Bull, che mi ha visto seguire la squadra ai Gran Premi di F1. Ciò si è tradotto in un notevole dispendio di tempo per effettuare gli spostamenti e per smaltire il jet lag. Ho anche partecipato alla gara di Formula E a New York, che si è rivelata un’esperienza nuova e interessante. Naturalmente gli ultimi mesi dell’anno sono diventati ben più impegnativi quando ho iniziato a correre per la Toro Rosso. È stata un’esperienza meravigliosa e l’aver ottenuto il secondo posto nella Super Formula giapponese è stato certamente fantastico, dunque aver avuto la possibilità di rilassarmi un po’ è stato molto importante e ora mi sento assolutamente motivato ad affrontare la prossima stagione.”

Cos’hai fatto fino dalla fine di novembre?

PG: “Ho fatto un sacco di cose: dopo Abu Dhabi, sono rimasto in Medio Oriente, per passare un po’ di tempo con un amico a Dubai e, dopo, è arrivato il momento di tornare a casa per le vacanze.”

Le hai trascorse con la tua famiglia?

PG:  “Sì ed eravamo in tanti perché ho quattro fratelli. Non abbiamo molte opportunità di vederci durante l’anno, quindi questa è stata un’ottima occasione per passare un po’ di tempo insieme.”

Non hai sentito il bisogno di andare alla ricerca di un posto con un clima un po’ più caldo?

PG: “Sì, infatti ho deciso di andare a Miami, dato che non c’ero mai stato prima. Non sono partito da solo, ma con me c’erano Stoffel Vandoorne e un altro amico e pilota, Norman Nato. So che di recente ha anche nevicato in Florida, ma durante la nostra permanenza il tempo è stato buono, intorno ai 23°C, anche se poi ha iniziato a piovere proprio il giorno in cui sono partito, quindi direi che ho avuto un ottimo tempismo! Dopodiché sono andato a sciare in montagna.”

Di solito, sciare è considerato un po’ rischioso per un pilota che sta per iniziare una nuova stagione…


PG: “Ad essere onesti, sono andato in montagna non tanto per sciare, ma più per i benefici che derivano da un allenamento ad alta quota, che è sempre un’ottima cosa. Sembra aver funzionato a dovere e ora che sono tornato a casa a Rouen, ho iniziato un intenso programma di allenamento per una settimana, prima di ricominciare al simulatore. Successivamente, ci saranno altre cinque settimane di preparazione fisica mirata prima dell’inizio dei test, che arriveranno a breve!”

Ti abbiamo visto sui social durante degli eventi di premiazione e in vari studi televisivi; hai notato che sei più ricercato adesso che sei un pilota di Formula 1? Sei stato riconosciuto più spesso in strada questo inverno?

PG: “Sì, sono stato ben più impegnato con i media quest’inverno, questo genere di impegni continuano a crescere regolarmente. Di sicuro, rispetto a prima, su di me sono puntati più riflettori.”

Oltre all’allenamento e il lavoro al simulatore, cos’altro ti riserveranno le prossime settimane?

PG: “All’inizio di febbraio, mi recherò presso la factory Toro Rosso a Faenza. Abbiamo già realizzato un sedile provvisorio adatto alla vettura 2018, ma ci sarà ancora molto da lavorare su questo aspetto, oltre a garantire che tutto sia pronto per i primi test a Barcellona. Durante le giornate di test ci sarà tanto da fare, soprattutto perché abbiamo un nuovo fornitore per la power unit. La cosa fondamentale ai test sarà quella di poter contare su un pacchetto affidabile in modo da poter portare a termine il maggior numero di giri possibile e riuscire a capire a che punto siamo arrivati con la macchina, col motore e il modo in cui il pacchetto verrà sviluppato. Ci sono solo otto giornate di test prima del GP d’Australia e sicuramente non sono molte. Mi sento particolarmente motivato e non vedo l’ora di ricominciare a guidare e a prepararmi per la stagione. Onestamente, ho iniziato a pensare a tutto questo già dall’inizio di dicembre!”.