Evaporate, così come le nostre possibilità di andare a punti nel GP di Singapore. È stato deludente, perché questa pista in passato è stata territorio di conquista di bei risultati per la Scuderia Toro Rosso. Come ha dichiarato il nostro team principal domenica scorsa: “Dobbiamo capire il perché non abbiamo avuto le prestazioni che ci aspettavamo e cosa dobbiamo modificare per migliorare nelle prossime gare”. Non c’è stata neppure l’occasione di sfruttare le sfortune altrui, perché ben 19 macchine su 20 hanno visto la bandiera a scacchi: un record nella storia di questa corsa.

Per prepararsi al gran caldo di Singapore, Pierre e Brendon hanno partecipato a delle speciali sessioni d’allenamento: in pratica, hanno lavorato in una stanza calda con tanti vestiti addosso! Non importa quante volte si è già stati a Singapore: il primo giorno in pista, l’alto tasso di umidità resta uno shock. Gran parte delle attività si svolgono in notturna e le temperature si abbassano, ma tutto il calore sembra fermarsi all’interno dei garage, rendendo questa settimana lavorativa la più dura per i nostri meccanici.

Gli impegni di Pierre a Singapore sono già iniziati mercoledì quando, insieme a Franz Tost, ha preso parte all’evento di Casio, nel quale il produttore giapponese di orologi ha svelato i nuovi modelli firmati Scuderia Toro Rosso e il nuovo cronografo dedicato al nostro partner motorista Honda. È giusto dire che il nostro team non è mai stato così popolare come lo è oggi tra i fan giapponesi e questo può solo essere un vantaggio per i nostri sponsor nipponici. Tra tre settimane, quando andremo a Suzuka, sperimenteremo da vicino questa popolarità. Per quanto riguarda Brendon, avrà certamente notato un po’ più di bandiere neozelandesi tra la folla, visto che Singapore non è molto lontana da raggiungere per i suoi connazionali.

Prima di ogni gara, è piuttosto usuale vedere i piloti rilassarsi ascoltando musica in cuffia per trovare la concentrazione ed entrare nel mood della competizione. Ma a Singapore, c’è stato qualcosa di diverso rispetto al solito: se aveste potuto sbirciare nell’area cucina della nostra hospitality, domenica sera, avreste trovato Brendon o Pierre con le loro cuffie, completamente isolati da tutto ciò gli accadeva intorno, ma questa volta immersi fino al collo in un enorme bidone, colmo di acqua ghiacciata. Oh, il glamour della F1!

A Brendon e Pierre non servirà il ghiaccio per rinfrescarsi, adesso che sono tornati in un’autunnale Inghilterra per alcune sessioni di simulazione, prima di affrontare la prossima parte del campionato, con le due gare back-to-back in Russia e Giappone.