È il più classico dei giorni per i nostri due piloti, che oggi hanno incontrato i giornalisti, in un paddock fresco ma comunque soleggiato. Carlos Sainz ha letteralmente lasciato il segno a Sochi lo scorso anno, dopo quel bruttissimo incidente nelle Libere 3, che lo ha costretto a saltare le qualifiche, salvo poi recuperare in tempo per essere ammesso a partecipare alla gara.

In maniera informale, qui si è ribattezzata la curva 13 come la “Curva Sainz”. “È questo il suo nome adesso?”, ha chiesto sorpreso il pilota spagnolo. “Quello di cui la gente non si rende conto è che il Gran Premio della Russia dello scorso anno, per me, è stata una buona gara. Se i freni non mi avessero tradito, avrei ottenuto uno dei miei migliori risultati e, certamente, anche una delle migliori prestazioni durante un GP: ero partito ultimo e ho rimontato fino al quinto, sesto posto verso la fine, mentre gestivo da metà gara un problema ai freni. Ed è stata sfortuna se questi hanno poi ceduto esattamente nella stessa curva in cui avevo avuto l’incidente il giorno prima. Nel complesso ho buoni ricordi dello scorso anno”.

Sulla carta, questa pista non si è mai veramente adattata alle caratteristiche della nostra monoposto, ma Carlos non è il tipo da iniziare un fine settimana di gara con uno stato d’animo negativo. “Ci sono due modi per affrontare questa gara”, ha detto. “C’è la necessità di risparmiare carburante e quindi potremmo aspettarci un fine settimana difficile, con una sola sosta in gara… e non è una cosa entusiasmante. Oppure, c’è un modo migliore di vedere le cose, un po’ come lo scorso anno quando, senza fare qualifiche e libere 3, siamo stati in Top 6 con un propulsore non molto potente. Dunque, non c’è alcun motivo di pensare che non possiamo essere forti anche in questa occasione. Preferisco essere ottimista e sperare in una buona gara. Potrebbe esserci una safety car e quindi tutto può succedere. Dunque, non vedo l’ora fare un bel lavoro venerdì per poi puntare a buone qualifiche e gara. Sono sempre pronto per affrontare nuove sfide e sento che la Russia adesso me ne deve una!”

Anche Max Verstappen spera in un weekend positivo e ha parlato di ciò che serve per affrontare al meglio la pista di Sochi. “Si punta ad avere un giro pulito, senza troppo sovrasterzo”, ha detto l’olandese. “Non bisogna perdere di pista gli apici delle curve, in quanto la maggior parte di queste sono a 90 gradi e tutte simili tra loro. È necessario avere anche una buona velocità di punta e, anche se sappiamo di non essere i più veloci in rettilineo, faremo del nostro meglio per guadagnare tempo in quelle curve, anche se con quegli angoli da 90° non sarà facile. Far lavorare correttamente le gomme sarà una sfida: era già difficile lo scorso anno e, questa volta, ci aspettiamo temperature più basse, che renderanno il tutto ancora più complicato. In teoria, devi puntare ad una strategia ad una sola sosta, ma non sarà così semplice tenendo conto del fattore del battistrada al 70% introdotto in questa stagione. Così, dal punto di vista degli pneumatici, dovremo attendere la seconda e terza sessione di prove libere per poi valutare”.

La prima volta che la F1 ha corso qui a Sochi, Daniil Kvyat guidava per noi e l’idolo di casa si assicurò il quinto posto sulla griglia di partenza, davanti alla folla entusiasta. A Max è stato chiesto se potrà fare altrettanto. “Penso che le qualifiche potrebbero essere più difficili qui, rispetto alle prime gare della stagione, ma sappiamo come affrontare la gara al meglio. Dobbiamo essere realistici: la quinta posizione non è alla nostra portata quest’anno, ma cercheremo di rendere la vettura quanto più competitiva possibile per poi vedere cosa possiamo fare”.