Pierre Gasly (Car 10):

“Il Giappone è un po’ come la mia seconda casa, considerando che ci ho trascorso davvero tanto tempo lo scorso anno, quando correvo nella Super Formula insieme alla Honda. È stata una stagione speciale, con grandi momenti sia dentro che fuori la pista. È un paese che mi piace molto per la sua cultura, la mentalità delle persone e il modo di pensare. Credo sia stato molto utile lavorare con la Honda l’anno passato, perché ho potuto capire come affrontano le cose e questo si sta dimostrando utile in questa stagione. Tornare in Giappone come pilota di Formula 1 – e farlo con la Honda – è qualcosa che non vedo l’ora di vivere. Abbiamo un programma ricco di appuntamenti e visiteremo i vari impianti della Honda prima di andare a Suzuka, sarà interessante. Spero potremo andar bene lì, per ripagare tutti i fan giapponesi del loro grande supporto. Adoro correre a Suzuka, è una delle piste più belle. La prima sezione, in particolare, quella caratterizzata dalla serie di esse, rappresenta una sfida fantastica e credo sia uno dei tratti più belli dei circuiti su cui corriamo. È molto veloce e puoi davvero portare al limite la macchina. Per me sarà anche emozionante tornare lì dopo quello che è successo a Jules (Bianchi). Ogni volta che vado a Suzuka, passo sempre a visitare il punto in cui ha avuto l’incidente”.

Brendon Hartley (Car 28):

“Suzuka è certamente uno dei momenti clou del campionato e tutti in Formula 1 parlano della pista, specialmente di quel primo settore molto veloce dove le moderne vetture di Formula 1 si possono spingere al limite: mi aspetto sensazioni impressionanti in quel tratto. In passato ho guidato a Suzuka su diversi simulatori di F1 e ho ripetuto l’esperienza la scorsa settimana, preparando questa gara, ma sarà la prima volta che correrò lì dal vivo. Per quattro volte ho corso in Giappone nel World Endurance Championship, ma sempre sul circuito di Fuji, dove ho conquistato una vittoria e un paio di terzi posti. Mi è sempre piaciuto vivere la passione dei fan giapponesi. Mi aspetto un grande supporto da parte loro a Suzuka per la Honda e la Toro Rosso. Non vedo l’ora, perché mi piace trascorrere del tempo in Giappone: amo il cibo, la cultura e le uscite lì. Ci dirigiamo in Giappone dopo Sochi e ci aspetta un fitto programma di visite alle strutture della Honda F1 a Sakura e nelle altre factory. Essendo spinti dal motore Honda, sarà una gara importante per noi e spero che potremo dare spettacolo e fare dei punti, sia per i fan giapponesi che per tutti i ragazzi della Honda”.