Pierre Gasly (STR13-05, Car 10)
Prima Sessione di Prove Libere
Miglior Giro: 1:33.685, 8° pos., 23 giri
Seconda Sessione di Prove Libere
Miglior Giro: 1:34.535, 10° pos., 35 giri

“Correre in Francia per la mia gara di casa, soprattutto nella mia prima stagione completa di Formula 1, è fantastico! L’inizio del weekend è stato molto positivo: nella prima sessione ho chiuso ottavo, mentre nella seconda ero decimo, quindi siamo ragionevolmente veloci. Penso che abbiamo ancora delle performance in tasca, dobbiamo lavorare bene e cercare di tenere il passo per domani. Oggi le condizioni erano difficili con quei cambi di direzione del vento tra le sessioni è stato difficile trovare il giusto assetto. Penso che abbiamo trovato il giusto bilanciamento e speriamo di ottenere un buon risultato nelle qualifiche, sarebbe davvero fantastico nella mia gara di casa”.

Brendon Hartley (STR13-04, Car 28)
Prima Sessione di Prove Libere
Miglior Giro: 1:34.664, 15° pos., 25 giri
Seconda Sessione di Prove Libere
Miglior Giro: 1:35.697, 15° pos., 31 giri

“Per me è stato un modo deludente di concludere la prima giornata di prove qui a Le Castellet: è successo qualcosa con la PU negli ultimi minuti delle FP2. Non conosco ancora i dettagli, ma abbiamo dovuto interrompere la sessione. Adesso il team deve indagare e cercare di scoprire la causa del problema. Tuttavia, penso sia stato un giorno relativamente pulito, prima di questo episodio. Il ritmo di entrambe le vetture è stato buono e Pierre ha inanellato dei giri competitivi sulle mescole più morbide in FP2. La macchina ha del potenziale e lavoreremo duramente nella notte per massimizzarlo in vista di domani”.

Jonathan Eddolls (Chief Race Engineer):
“Arrivare in un nuovo tracciato del calendario di Formula 1 è sempre emozionante ed è bello tornare in Francia dopo diversi anni. Considerando che si tratta di un nuovo tracciato, c’è un sacco di lavoro di preparazione che il team ha svolto nelle factory di Faenza, Bicester, Milton Keynes e Sakura, per arrivare in pista il più preparati possibile e, nel complesso, lo sforzo ha pagato. Nel primo run abbiamo avuto un piccolo problema di segmentazione, ossia il tracciato non corrispondeva pienamente al nostro lavoro di simulazione, dunque la gestione dell’energia non era ottimale e questo ci ha fatto perdere un po’ di tempo. Il team ha recuperato bene e siamo riusciti a rientrare dopo circa 40 minuti. Però siamo stati un po’ sfortunati, perché abbiamo avuto un problema con l’elettricità in garage e abbiamo perso tutta la telemetria e i tempi ma, soprattutto, abbiamo perso il contatto radio. Quindi, alla fine dei 40 minuti, non siamo stati in grado di comunicare ai piloti che dovevano rientrare. Brendon per fortuna lo ha fatto, ma Pierre si era concentrato nel fare dei giri veloci e così abbiamo infranto la regola delle gomme P40. Dopo abbiamo fatto una buona sessione: su un nuovo tracciato come questo ci si vuole sempre concentrare nel fare tanti giri ed è necessario completare più operazioni di setup rispetto al normale. Nonostante il grande lavoro di preparazione, non è mai come essere davvero in pista, sperimentando le reali temperature e il vento, quindi le FP1 sono state interamente dedicate al lavoro di assetto, nel tentativo di trovare un bilanciamento ottimale. Nelle FP2 abbiamo apportato ulteriori miglioramenti alla vettura, ma l’elemento più significativo è stato il cambio a 180 gradi della direzione del vento tra le due sessioni, quindi quello che era un vento contrario è diventato un vento a favore e il bilanciamento è completamente cambiato. Le condizioni erano un po’ come quelle che ci si aspetta per domenica, quindi le FP2 sono state un po’ più indicative su come potrebbe essere in gara e questa è una cosa positiva. Per quanto riguarda la nostra scelta delle gomme, Brendon aveva le più dura delle tre mescole per il suo long run, ciò significa che il suo primo giro di simulazione qualifica l’ha fatto sulle gomme più dura, quindi questo non gli ha permesso di massimizzare il potenziale della vettura. Pierre, invece, ha fatto il suo run di base sulle supersoft ed è poi passato alle ultrasoft, riuscendo a tirare fuori qualcosa in più dalla macchina, segnando un tempo sul giro competitivo. Abbiamo avuto un problema alla PU sulla vettura di Brendon che deve essere ancora compreso appieno e che gli ha fatto chiudere anticipatamente la sessione. Sfortunatamente, era appena sceso in pista con le gomme morbide, quindi avremo una visione più limitata del comportamento di quella gomma, anche se la cosa non dovrebbe avere un impatto significativo. Analizzeremo i dati raccolti oggi e cercheremo di elaborare la migliore strategia per domenica”.

Toyoharu Tanabe (Honda F1 Technical Director):
“La prima cosa a cui ci si dedica quando si gira su un nuovo tracciato è verificare se i dati della pista sono in correlazione con quelli dei programmi di simulazione usati per la PU. Pertanto, abbiamo trascorso la sessione del mattino a ottimizzare la gestione energetica e riteniamo ci sia ancora un po’ di lavoro da fare su questo aspetto. Il ritmo di Pierre sembrava abbastanza buono, la cosa è positiva per il resto del weekend. Tuttavia, abbiamo riscontrato un problema sulla PU di Brendon durante gli ultimi minuti della seconda sessione e adesso dovremo indagare sulle cause e su quanto è grave il danno, prima di decidere come procedere per il resto del fine settimana”.