“I test di Barcellona sono arrivati con un gran tempismo, permettendo a Daniil di tornare a concentrarsi sulla comprensione della vettura e a noi di capire quello che potevamo fare per lui, senza la pressione tipica di un weekend di gara. Ha avuto così un po’ più di tempo per reintegrarsi nel team”, ha detto James. “E la cosa ha funzionato, consentendoci di andare a Monaco con alcune novità sulla vettura”.

Giovedì
“Fin dall’inizio abbiamo potuto contare su un passo piuttosto buono. Eravamo tra i primi dieci in tutte le sessioni e questo ci ha incoraggiati. Era chiaro che la Force India fosse abbastanza veloce, ma era comunque difficile poter capire la vera competitività delle altre squadre, fino alla qualifica. In generale, siamo rimasti soddisfatti dalle prove del giovedì e, di conseguenza, non abbiamo fatto molti cambiamenti da lì al sabato mattina, se non un paio di cose, che ci hanno consentito di restare ad un livello ragionevole. Anche con le gomme di mescola più dura sembravamo avere il giusto carico aerodinamico, il controllo sulle temperature e sull’handling della vettura che, in circuiti angusti come questo, è sempre una cosa positiva. Inoltre, anche i nostri piloti si trovavano bene: amano Monaco”.

Sabato
“Poi il nostro weekend ha cominciato a complicarsi, quando contava. Fondamentalmente, le qualifiche sono andate bene fino al secondo run della Q2. Abbiamo fatto un paio di giri in Q1, passando alla fase successiva con facilità, risparmiando anche un ulteriore set di pneumatici ultrasoft per la Q3. Considerando la natura del tracciato, le qualifiche erano cruciali e abbiamo cercato di metterci nelle condizioni migliori per la Q3”.

“La cosa complicata in Q2 era raggiungere la giusta temperatura d’esercizio degli pneumatici. Era difficile dire se avevamo davvero bisogno di quel giro di riscaldamento o no, anche perché le temperature della pista erano aumentate durante le qualifiche, raggiungendo le punte più alte di tutto il fine settimana. In Q1 hai più tempo, ma in Q2 no: idealmente, si fa un giro d’uscita dai box, un altro per raggiungere la giusta temperature delle gomme, seguito da un giro veloce per poi ripetere l’intero processo. Ma è un run molto lungo e in Q2 potevamo utilizzare solo una parte di questo schema e, per il secondo giro veloce, potevamo fare solo un giro di riscaldamento seguito da un giro veloce. Abbiamo avuto anche a che fare con il traffico: problema ben noto a Monaco. Abbiamo visto che i primi giri erano buoni e l’intenzione era di capitalizzare quel run. Poi ci siamo preparati per il secondo run, con un giro di riscaldamento seguito da un singolo giro veloce per entrare in Q3, ma qui le cose non sono andate proprio come volevamo”.

“Per il Q3, avevamo a disposizione due set nuovi di gomme, ma i primi giri non sono stati un granché. Ancora una volta, abbiamo fatto un giro di riscaldamento seguito da uno veloce. Sembravamo molto competitivi: in particolare con Daniil puntavamo a fare 1:14.6, che lo avrebbe portato vicino a Vettel, a solo mezzo decimo di ritardo; purtroppo, nella parte finale del giro, saltando sul cordolo all’uscita della Piscina, ha danneggiato il fondo della vettura e perso carico aerodinamico: gli è costato mezzo secondo nell’ultimo settore. Questo inconveniente lo ha lasciato in nona posizione, prima che la penalità a Raikkonen per la sostituzione del cambio gli permettesse di avanzare all’ottavo posto sulla griglia. Carlos ha fatto davvero un buon lavoro nel secondo e nel terzo settore. Nella prima parte della pista era un pizzico più lento, altrimenti credo sarebbe stato quinto, mentre Daniil meritava molto più del nono posto”.

Domenica
“Per quanto riguarda la strategia, al 90% sarebbe stata di una sola sosta, in condizioni di asciutto. Poi, però, è arrivata la pioggia e tutti hanno montato, come da regolamento, le gomme da bagnato estremo. Alla partenza dietro la safety car, abbiamo avuto un problema al software della vettura di Daniil, che ci ha proprio colti di sopresa. In sostanza, nessuna delle procedure era sbagliata. Il pilota non ha sbagliato nulla, ma questo lo ha portato ad accumulare subito un giro di ritardo. Ha lottato per risalire e qui è incredibilmente difficile conquistare una posizione e, alla fine, ha avuto un incidente. Non possiamo dargli colpe perché era in quella posizione per un nostro errore. La sua era potenzialmente una buona gara”.

“Quanto a Carlos, il suo ritmo era fantastico, ma abbiamo avuto dei pit-stop lenti a causa di un problema con una delle gomme e abbiamo perso posizioni importanti. Al secondo stop, abbiamo avuto un problema simile e così siamo rimasti bloccati nel traffico, in pit-lane, perdendo altro tempo prezioso. In entrambi i pit abbiamo perso qualcosa come due o tre secondi e, quando sei in un gruppo di vetture, questa è la differenza di tempo tra la prima e l’ultima vettura del trenino. Avremmo potuto avere una gara come quella di Perez, perché saremmo stati davanti a quelle vetture, alle spalle di Rosberg e Alonso. Invece siamo finiti in mezzo al traffico, compromettendo ulteriormente la gara di Carlos. Durante il debriefing, ha raccontato di aver guardato più volte gli schermi giganti a bordo pista per capire cosa succedeva altrove: sentiva di avere un ritmo decisamente migliore degli altri, ma non era nelle condizioni di sfruttarlo. Ha perso un po’ di tempo in alcuni doppiaggi, ma il suo ritmo era tale che in un paio di giri ha recuperato. La sua sensazione era quella di avere un grande passo, ma rimanendo bloccato nel traffico e non potendo superare, non è riuscito a utilizzarlo. Abbiamo lasciato Monaco con molta frustrazione, perché se non avessimo avuto quei problemi ai box, saremmo potuti e dovuti uscire con Vettel e Perez, preferibilmente anche prima di loro perché eravamo davanti a Perez all’inizio della gara e saremmo stati in lotta per quel terzo posto. E, considerando il ritmo che avevamo, sarebbe potuta essere una bella battaglia per il terzo posto. Era un risultato possibile, ma perdere quelle posizioni non ci ha consentito di farlo. Ora, tutto ciò che possiamo fare è guardare avanti”.