Carlos Sainz:

“Mi piace correre in Ungheria. Quest’anno, proprio come in Austria, anche il circuito di Budapest è stato completamente riasfaltato, quindi tutti i nostri riferimenti andranno azzerati. In curva 1 si arriva molto veloci ed è necessario frenare davvero forte, passando da 300 a 80 km/h in circa 80 metri. Quindi si passa alla seconda curva, dove si ha sempre un po’ di sottosterzo, che rende difficile il controllo della vettura. In qualifica, la curva 3 si fa in pieno e la curva 4 è cieca e molto veloce: da affrontare in sesta marcia. Le curve 6 e 7 danno vita ad una chicane molto lenta, seguita da due curve: una da media e l’altra ad alta velocità. Questa è quindi una sezione formata da tre chicane che diventano progressivamente più veloci: la nostra macchina dovrebbe comportarsi bene qui. Le ultime tre curve del circuito sono impegnative, da affrontare tutte in terza marcia. Il secondo settore è il più interessante e bello. Penso che la nostra monoposto dovrebbe essere competitiva qui, quindi non vedo l’ora che arrivi il fine settimana”.

Daniil Kvyat:

“Il tracciato ungherese è interessante. La staccata in curva 1 è davvero tosta, mentre alla seconda curva si deve frenare mentre si gira, il che può portare ad un bloccaggio all’anteriore, se non si fa attenzione. La curva 4 è stretta ma ad alta velocità, mentre la curva 5 è un’altra di quelle pieghe in cui si deve frenare e sterzare allo stesso tempo. Successivamente arrivano tre chicane: la prima è stretta, la seconda è un po’ più veloce e la terza è ad alta velocità. In curva 12, l’ultima lunga curva, si deve sfruttare tutta la pista in entrata. I punti che preferisco di questa pista sono quelli ad alta velocità: le curve 4 e 5, così come la 11. La chiave per andare veloci qui è quella di trovare il ritmo e di andare scorrevoli una curva dopo l’altra, cosa che rende il giro davvero divertente. In gara, però, può essere frustrante, in quanto i sorpassi sono piuttosto difficili, quindi qualificarsi bene diventa davvero importante per questa corsa”.