Q: Una nuova stagione equivale a una nuova macchina, ma vuol dire anche una nuova squadra?
GW: Questo è il nostro secondo anno con la Honda, quindi tutto dovrebbe essere un po’ più chiaro e stabile rispetto al primo anno insieme. Sono stati fatti alcuni cambiamenti nell’organico del team di gara. Abbiamo due nuovi capi-meccanici e un paio di nuovi tecnici in garage, quindi c’è stata una piccola ricomposizione del team durante l’inverno, che continuerà durante i test. I nuovi capi-meccanici lavorano con noi da diversi anni e hanno meritato questa promozione, spero possano fare bene nelle loro nuove posizioni. Questi cambiamenti hanno richiesto un riallineamento per la crew del pit-stop per il 2019. Ma, onestamente, da qui all’inizio della stagione dovremmo avere tutto sotto controllo.

Q: I piloti di F1 sono sempre più giovani, ma sembra che ci sia la stessa tendenza con i meccanici…
GW: È proprio vero. Quando sono arrivato in Formula 1, molti anni fa, si doveva letteralmente fare la coda per poter entrare nel team di gara, perché prima dovevi fare esperienza nel test team; c’erano meno gare e più persone pronte a lavorare. Adesso invece funziona un po’ come per i piloti di Formula 1, perché molti dei nostri meccanici arrivano proprio dalla F2. Possono essere più giovani, ma la cosa positiva è che hanno una grande passione per il motorsport e sono pienamente concentrati nel loro lavoro.

Q: La Toro Rosso ha una lunga tradizione nella scoperta di nuovi talenti e quest’anno avremo un debuttante schierato al fianco di un pilota più esperto. In qualità di Team Manager, gran parte del tuo lavoro consiste nell’insegnargli le basi. Lo trovi un lavoro interessante?
GW: Anche nel team dove lavoravo prima avevo a che fare con ragazzi giovani e ho continuato a farlo quando sono entrato in questa squadra. Mi piace molto. A volte, capita di vedere delle foto scattate nel paddock mentre sono insieme a loro e penso: “Sembro il loro papà!”. Trasmettere la propria esperienza a dei giovani desiderosi di imparare è una grande soddisfazione e molto spesso si instaurano delle relazioni personali molto belle, che aiutano a migliorarsi a vicenda.

Q: Lo scorso anno abbiamo vissuto una stagione di 21 gare con diversi appuntamenti in back-to-back e anche un triple-header, ossia tre gare in altrettante settimane. Quanto siamo vicini a dover considerare un sistema di turnazione per i membri del team, in modo tale che non tutti debbano affrontare ogni gara?
GW: Onestamente, penso che ci siamo quasi. Abbiamo già iniziato a fare un po’ di turnover nella maggior parte dei dipartimenti. Tuttavia, la cosa si complica un po’ con i meccanici di gara. L’anno prossimo, nel 2020, è prevista una nuova gara in Vietnam. Se questo porterà a 22 il totale delle gare, allora credo che dovremo seriamente riconsiderare il modo in cui operiamo con il personale in pista.

Q: All’inizio dell’anno – a Barcellona per i test e in Australia per la prima gara – tutti sono entusiasti di iniziare e l’adrenalina è alta. Ma quando arriviamo ad Abu Dhabi, alla fine dell’anno, il tuo ruolo di Team Manager ti porta ad assicurarti che tutti siano ancora abbastanza motivati e che il personale sia in ottima forma psicofisica. È un carico di lavoro importante.
GW: Certamente. All’inizio di una nuova stagione la motivazione è alta, perché tutti sono entusiasti all’idea di tornare a correre e vedere concretizzarsi in pista, per la prima volta, il duro lavoro svolto durante l’inverno. Chiaramente, se la stagione inizia bene è più facile essere motivati, ma diventa difficile farlo quando le cose non vanno come avresti voluto. Quando si firma un contratto di lavoro in Formula 1 si fa una scelta: mentre si è lontani da casa, si mette da parte la vita privata e ci si concentra sul proprio lavoro che, molto spesso, causa parecchio stress. Siamo tutte persone molto competitive, ecco perché siamo in questo business. Alla fine, è uno sport e penso che abbiamo trovato una formula ragionevole, ma sicuramente sarà più facile se quest’anno faremo una buona stagione. Parte del mio lavoro è mantenere alta la motivazione e cerco di dedicare ai ragazzi più tempo possibile, ma con un calendario così fitto è un compito per niente facile.

Q: Quest’anno la Honda spingerà anche la Aston Martin Red Bull Racing. In che modo questo influenzerà operativamente la Toro Rosso?
GW: La Honda è stata perfettamente equa. Fondamentalmente, manterremo il 50% del personale che ha lavorato con noi nel 2018, mentre la Red Bull avrà il restante 50%. Entrambe le squadre avranno la metà del personale 2018 e metà di nuovo personale da Honda. Penso che sia l’approccio migliore e più equo. Considerando che avremo nuove persone a bordo, dovremo integrarle nel team e trovare il miglior modo per farle lavorare efficientemente tra loro. Se abbiamo imparato qualcosa dal passato, questo dovrebbe essere un processo semplice e già alla fine del primo test, tutti avranno familiarizzato tra loro.

Q: La Toro Rosso è stata costantemente tra le più veloci durante i pit-stop, uno dei momenti in cui il lavoro dei meccanici è sotto gli occhi di tutti e può influire sul risultato finale. Come ci si sta muovendo su questo fronte per il 2019?
GW: “L’anno scorso siamo stati più veloci e costanti di quanto non lo fossimo stati nei precedenti quattro. Per prima cosa, durante l’inverno abbiamo studiato attentamente i video dei nostri pit-stop 2018, lavorando sull’affinamento del posizionamento. In secondo luogo, erediteremo gran parte del design dei dadi ruota e dei cerchi dalla Red Bull: crediamo che questo, in combinazione con il lavoro di posizionamento, ci aiuterà a migliorare ulteriormente. Sono abbastanza fiducioso che faremo un altro passo nella giusta direzione.

Q: Sintetizza la stagione che sta per iniziare.
GW: Giriamo la ruota e si riparte!