A Suzuka i giri sono 53, le curve 18 e i chilometri da macinare in un solo giro sono 5,8: un circuito tecnico e spettacolare, grazie anche alla sua grande varietà tra tornanti – tra cui il famigerato Hairpin – chicane e curve velocissime, come la celebre 130R. La pista, che è anche l’unica nella storia della Formula 1 a configurarsi come un 8, con sottopasso e cavalcavia, è molto complicata da interpretare, ma nonostante ciò è da sempre una tra le più amate da piloti e tifosi.

Il tracciato nipponico, con i suoi lunghi settori guidati, necessita di una buona dose di attenzione durante l’impostazione del bilanciamento aerodinamico, fondamentale per percorrere al meglio curve come la 130R. La power unit sarà chiamata a fare gli straordinari, con il motore che resta al massimo regime per circa il 63% del giro e con il gas completamente spalancato per 14 secondi di fila sul backstraight.

L’asfalto abrasivo e le elevate sollecitazioni laterali richiederanno molto alle gomme; al contrario i freni non saranno particolarmente stressati, nonostante le quattro staccate di rilievo: queste sono tra loro abbastanza distanziate e, quindi, l’impianto frenante delle vetture avrà la possibilità di raffreddarsi in modo adeguato. A disposizione delle squadre ci saranno tre mescole di pneumatici: Medie, Soft e Supersoft, con la medesima combinazione che la Pirelli ha scelto anche per l’appena trascorso GP di Malesia: l’anteriore destra sarà la gomma più sollecitata, soprattutto se alla 130R le vetture transiteranno ad oltre 300 km/h.