Oltre la metà di questo territorio è formato da montagne, boschi e foreste: un vero inno alla natura che, questo weekend, ospiterà la nona tappa del Campionato. La pista misura 4,3 chilometri e i team dovranno lavorare sodo per trovare il giusto equilibrio nel set-up.

Generalmente, qui le monoposto vengono settate con un carico aerodinamico medio-alto. Il motore è molto sollecitato, poiché il Red Bull Ring si trova a 677 metri sul livello del mare e, dunque, l’aria è più rarefatta. Questo influisce anche sul raffreddamento dei freni: ci sono quattro staccate violente e poco spazio tra una curva e l’altra per raffreddare a dovere l’impianto, dunque tenere alla giusta temperatura dischi e pinze freno è fondamentale per evitare brutte sorprese. La curva più impegnativa di tutta la pista è la seconda: si arriva a circa 305 km/h e si deve decelerare fino a 67 km/h in appena 125 metri… o in 2,8 secondi, se preferite.

L’asfalto su questa pista è abbastanza abrasivo e Pirelli ha optato per le gomme Yellow Soft, Red SuperSoft e Purple Ultrasoft, una combinazione finora mai utilizzata su un circuito non cittadino. Daniil Kvyat e Carlos Sainz avranno a disposizione due set di Soft, quattro di SuperSoft e ben sette di Ultrasoft. L’incognita più grande resta il meteo: da queste parti, non è raro veder cambiare repentinamente le condizioni… essere reattivi con le strategie sarà fondamentale!