La STR13 si è dimostrata subito veloce fin dalle prime prove di giovedì, con entrambi i piloti nella top ten. E anche durante le altre sessioni, si sono sempre attestati vicinissimi a quelle posizioni. Per Pierre Gasly e Brendon Hartley, questa è stata la prima volta alla guida di una monoposto di Formula 1 sulle difficili strade del Principato e, chiaramente, hanno velocemente compreso che la chiave del successo da queste parti è tenersi fuori dai guai e mantenere la massima concentrazione.

In effetti, mantenere alta la concentrazione non è sempre facile, in quanto il weekend di Monaco può risultare molto lungo, con il venerdì a fare da “giorno libero”, quando in realtà è tutto fuorché libero. Fin dal lunedì, Brendon è stato in pista per effettuare delle riprese insieme a “Servus TV”, il canale della Red Bull, in compagnia di Mark Webber, suo ex compagno di squadra nel WEC. Per quanto riguarda Pierre, per una volta ha messo da parte la tuta da gara per un paio di pantaloncini e una maglietta da calcio, prendendo parte alla tradizionale partita di beneficenza del martedì, ospiti del Principe Alberto di Monaco.

Il Principe è stato a sua volte ospite della famosa Energy Station galleggiante, insieme ai nostri piloti e a quelli della Red Bull Racing, Daniel Ricciardo e Max Verstappen. Solitamente, è difficile trovare dei piloti che curino maniacalmente il loro stile nel vestire – con la possibile eccezione di Lewis Hamilton – quindi vederli sfilare in passerella durante l’Amber Lounge Fashion Show del venerdì, una delle tante iniziative di beneficienza organizzate durante la settimana, diventa sempre uno dei momenti più spensierati del fine settimana di Monaco.

Il sabato, però, si torna a indossare le tute da gara e arriva il momento clou di questo Gran Premio: con gomme più morbide e minor carico di carburante, le monoposto di F1 affrontano la grande sfida dell’anno, le qualifiche di Monaco. Questa è la gara più lenta della stagione, ma basta osservare le monoposto affrontare la zona della Piscina o venir fuori dal tunnel per capire quanto coraggio e impegno siano necessari per fare il massimo su queste stradine.
Monaco è famosa per il traffico: dopo aver mostrato un gran passo in tutte e tre le sessioni di prove, Brendon è rimasto vittima del tipico ingorgo delle strette strade monegasche. Nonostante avesse la velocità per passare facilmente alla Q2, non è riuscito a registrare un giro pulito nelle prime fasi delle qualifiche ed è stato eliminato. Pierre, invece, è riuscito a gestire tutto al meglio e ottenere il decimo posto sulla griglia di partenza.

Su un tracciato dove i sorpassi sono davvero complicati, poteva il nostro pilota francese recuperare altre posizioni in gara? Sì! Alla pari degli altri nove piloti davanti a lui sulla griglia, Pierre è partito montando le gomme Hypersoft usate. Mostrando grande maturità, le ha incredibilmente gestite per 37 giri – più di ogni altro pilota – costruendo così la base per il successo, guadagnando posizioni mentre gli avversari si fermavano prima di lui. Poi, nelle fasi conclusive, è stato altrettanto bravo nel difendersi da un coriaceo Nico Hulkenberg, aggrappandosi a quel settimo posto così prezioso. Partito dalla quindicesima posizione, dopo la penalità in griglia inflitta a Romain Grosjean, Brendon ha fatto una buona partenza mantenendo la sua posizione nel caos della prima curva. Poi, nel corso del primo giro, alcuni contatti con la Sauber hanno danneggiato la sua ala anteriore con conseguente perdita di carico che ha causato l’aumento del degrado delle gomme. Il Kiwi non si è perso d’animo e nelle fasi finali si è ritrovato a inseguire Carlos Sainz per la decima posizione, l’ultima che assegna punti, fino a quando Charles Leclerc ha accusato un problema ai freni e ha travolto la vettura di Brendon, costringendolo a ritirarsi dal Gran Premio di Monaco. Nonostante lo sfortunato finale di Brendon, il settimo posto conquistato da Pierre ci fa salire in settima posizione nel Campionato Costruttori, davanti alla Haas.