Il nuovo nome porterà con sé anche una macchina completamente nuova per il 2020?
JE: “La AT01, la nostra prima auto AlphaTauri, può essere meglio descritta come una concreta evoluzione della STR14, la vettura del 2019. Non è stato necessario riprogettare dall’inizio certe aree, poiché i regolamenti tecnici del 2020 sono rimasti pressoché invariati. La nostra attenzione si è così concentrata in zone strategiche come il packaging della PU e delle sospensioni, i sistemi e l’integrazione tra le parti per poter poi evolvere la macchina avendo la massima libertà aerodinamica”.

Parlavi del packaging della power unit come area cruciale. Quanto è importante la continuità nel lavoro con la Honda?
Quando si parla di packaging della PU, la chiave è la continuità. Questo sarà il nostro terzo anno insieme alla Honda. Già il secondo ha dato i suoi frutti, cosa che era chiara che stava per accadere al termine di un buon primo anno insieme. Questa terza stagione ci offre l’opportunità di fare un ulteriore passo avanti. Non ci viene solo fornita una PU che dobbiamo poi montare nel miglior modo possibile: grazie al tipo di collaborazione instaurata con loro, abbiamo l’occasione di massimizzare l’integrazione della PU nel pacchetto telaio. Stiamo lavorando insieme alla Honda e a Red Bull Technology per assicurarci la massima integrazione possibile tra tutte le parti”.

Qual è la filosofia alla base della AT01?
JE: “Ci siamo maggiormente concentrati su un affinamento dell’integrazione della PU e di altre parti meccaniche al telaio. Questo con l’obiettivo di offrire agli aerodinamici una maggiore libertà nello sviluppo, così da evitare aggiornamenti a stagione in corso che possono rivelarsi costosi e a volte anche non migliorativi. Quindi, l’obiettivo principale è quello di far stare tutto nel minor spazio possibile. È stata una grande sfida”.

Red Bull Technology è ancora coinvolta nel processo di produzione della nostra nuova auto?
JE: “Sì, abbiamo dovuto adattare il retrotreno della Red Bull 2019 al nostro telaio, ma è qualcosa che ogni anno fa parte del gioco, che si tratti di un componente nuovo o di qualcosa che si eredita da un’altra squadra. È un piccolo dettaglio, ma il cambio deve essere nuovamente omologato, a causa delle modifiche apportate agli ingombri della PU, ma a tutti gli effetti è lo stesso. Anche la parte interna delle sospensioni anteriori proviene dalla Red Bull Racing dell’anno scorso, mentre le componenti delle sospensioni e le relative leve sono progettate e prodotte dalla Scuderia AlphaTauri. Anche l’idraulica e le altre parti correlate sono della Red Bull. Da quest’anno, per regolamento, i condotti dei freni non rientrano tra le parti acquistabili e, quindi, si tratta di pezzi progettati e realizzati da AlphaTauri.

Quali erano gli obiettivi che il team si era prefissato in fase di progettazione della AT01?
JE: “Dodici mesi fa, uno degli obiettivi che ci eravamo prefissati, era quello di mantenere il nostro livello di competitività nella seconda metà dell’anno. E in effetti, siamo stati più competitivi nella seconda metà del 2019 e ciò è stato possibile grazie a una combinazione di aggiornamenti aerodinamici e di PU. È stato un passo importante: abbiamo dimostrato a noi stessi di poter migliorare la macchina con costanza tutto l’anno. Adotteremo lo stesso approccio anche con questa nuova macchina. Tuttavia, quest’anno dobbiamo anche tenere d’occhio i regolamenti del 2021, quindi è improbabile che svilupperemo la AT01 esattamente allo stesso modo della STR14; ma è questa la sfida. La cosa principale su cui ci si concentrerà è lo sviluppo dell’aerodinamica. Le gomme non sono cambiate, quindi è decisamente l’aerodinamica il campo di battaglia per il 2020”.

A parte l’aerodinamica che hai appena citato, anche la gestione delle gomme sembra spesso essere un fattore decisivo nelle gare. Cosa sta accadendo su questo fronte?
JE: “Il piano di Pirelli era introdurre uno sviluppo per quest’anno e la scelta aveva una sua logica, in quanto avrebbe risposto ad alcune evidenze in fatto di surriscaldamento e degrado delle gomme. Allo stesso tempo, però, il 2020 è l’ultimo anno nel quale avremo gli stessi regolamenti sulle gomme e quindi un cambio di pneumatici avrebbe portato a un aumento del carico di lavoro, che si sarebbe poi dovuto comunque ripetere con l’introduzione delle nuove regole sulle gomme, quindi perché farlo adesso? Inoltre, nel gruppo centrale ci sono sei squadre incredibilmente vicine, il che è positivo per lo sport e un cambio gomme avrebbe potuto avere impatto anche su questo. I risultati dei due test dell’anno scorso, effettuati ad Austin e ad Abu Dhabi, hanno convinto a rimanere con le stesse gomme del 2019 ed è la decisione giusta. Per il 2021 sono già state decise le nuove dimensioni degli pneumatici. La Formula 2 le userà già quest’anno, quindi ne sapremo di più nel corso dell’anno. Mantenere le stesse gomme era la scelta giusta da fare”.

Ti andrebbe di fare un pronostico su quest’anno?
JE: “È troppo presto per fare delle previsioni per la prossima stagione. Ma siamo in buona forma, abbiamo la coppia di piloti più esperta di sempre nella storia del team, in termini di Gran Premi disputati. È abbastanza positivo, perché conoscere entrambi i ragazzi elimina diverse variabili. Abbiamo praticamente lo stesso team di ingegneri, a parte piccoli cambiamenti che avevamo già programmato”.