Questo perché, fin da giovanissimo aveva l’abitudine di immaginare e disegnare i suoi tracciati:

“Ero affascinato da tutto quello che aveva a che fare con i circuiti. Ma non quelli già esistenti: ero abituato a disegnare le mie piste di fantasia. Quando ero a scuola, continuavo a disegnare e, ad un certo punto, il mio insegnante prese il mio libro e si arrabbiò con me. Ne ho create un sacco. Credo di essere bravo a farlo perché posso sognarle!”.

E Jos, suo padre, conferma che a casa aveva il suo personale “progettista di circuiti”:

“Conservo ancora i suoi libri di scuola su cui disegnava sempre nuove piste. Solitamente realizzava il suo circuito ideale: ogni volta che aveva carta e penna in mano abbozzava un tracciato, già a partire dalla tenera età di due o tre anni. Sempre piste, piste, piste! È stato già da allora che ho potuto constatare la sua passione per il motorsport!”

Ora sappiamo il segreto: è tutta questione di pratica e di una straordinaria visione onirica!