Il circuito misura 5,4 chilometri ed è formato da 16 curve. Certamente, il primo tratto è uno di quelli più impegnativi: si affronta un lungo curvone verso destra che non sembra finire mai e che, man mano che lo si percorre, si avvolge quasi su se stesso. Un budello dove in partenza tutte le macchine si ritrovano praticamente incollate tra di loro e dove anche una minima distrazione può tramutarsi in un incidente. Altra curva molto particolare è la 13, che anticipa il lungo rettilineo di oltre un chilometro: si tratta di una curva veloce, verso destra, con un leggero banking dove gli pneumatici devono sopportare grandi carichi laterali.

Anche per il Gran Premio della Cina, Pirelli ha selezionato le tre mescole di gomme usate nelle prime due gare del campionato, consentendoci di scegliere tra White Medium, Yellow Soft e Red SuperSoft. Noi abbiamo optato per una strategia diversificata tra i due piloti: Max Verstappen avrà 3 set di gomme medium e, rispettivamente, 5 set di Soft e SuperSoft. Carlos Sainz invece potrà contare su 2 set di medium, 6 di Soft e 5 di SuperSoft.

Il circuito di Shanghai non è particolarmente duro con l’impianto frenante. Il punto più critico della pista è certamente la curva 14, al termine del lunghissimo rettilineo, che sottopone i piloti ad una decelerazione di 4,9 G. Ma nel complesso, comunque, è un tracciato poco critico per i freni. Generalmente, infatti, le monoposto girano con tanto carico aerodinamico: la resistenza all’avanzamento contribuisce alla frenata, alleggerendo così il carico sui freni.

Lo scorso anno lasciammo Shanghai con un po’ d’amaro in bocca, con Carlos tredicesimo e Max ritirato a causa di un guasto a due giri dal termine. Ma quest’anno i nostri piloti tornano in Cina con più esperienza e ottimismo: potete leggere le loro dichiarazioni qui.