Le nostre aspettative per la Russia erano in linea con quelle avute per l’Australia e la Cina, in quanto pensavamo di poter contare su una buona performance, con l’obiettivo di portare entrambe le vetture nei primi dieci, sia in qualifica che in gara. La cosa buona del tracciato di Sochi è che ha molte curve da media velocità, che avrebbero dovuto esaltare i punti di forza della nostra vettura. Il lato negativo è che in questa pista conta molto anche la potenza dei motori e, proprio in questa fase, stiamo iniziando a vedere gli step evolutivi degli altri e, quindi, sappiamo di essere svantaggiati rispetto a loro. Tuttavia, speravamo che gli aspetti positivi e negativi si bilanciassero.


(Carlos Sainz nel corso delle Prove Libere del Gran Premio di Russia)

Venerdì

Tutto sommato è stata una giornata discreta, perché sulla vettura di Carlos siamo riusciti a coprire l’intero programma di lavoro e lui era piuttosto felice del bilanciamento rispetto a Max. Siamo riusciti a mettere insieme degli ottimi run durante la prima giornata, inclusa una buona simulazione gara. Sappiamo che, generalmente, se troviamo un buon ritmo gara già al venerdì, miglioriamo poi la domenica, grazie all’evolversi delle condizioni della pista. Con Max è successo l’esatto contrario: non era affatto contento del bilanciamento e del comportamento della vettura. Perdeva il retrotreno e così non è riuscito a fare dei run significativi. Abbiamo raccolto solo la metà dei dati che ci servivano per lavorare alle strategie che ci sarebbero servite più avanti nel weekend. L’altra piccola preoccupazione che avevamo era quella relativa agli stint brevi: non eravamo dove volevamo essere. Il problema era prevalentemente nel terzo settore della pista, dove eravamo limitati un po’ dalle prestazioni delle gomme posteriori. Avevamo già visto qualcosa di simile in Cina e sapevamo che dovevamo intervenire su questo aspetto.


(Max Verstappen in pista durante le Qualifiche)

Sabato

Grazie alle modifiche effettuate durante la notte, entrambi i piloti hanno trovato la macchina un po’ più facile da guidare. Siamo andati nella giusta direzione con il set-up. In particolare con Max: per lui è stato come resettare tutto. Abbiamo reso la sua vettura un po’ più sottosterzante, stabilizzandola in modo da dargli sensazioni migliori… ed era molto più contento. Abbiamo sofferto un po’ nella parte finale di ogni giro singolo, ma durante le prove libere siamo migliorati. Abbiamo cercato di fare un long run finale con le gomme SuperSoft, perché il venerdì avevamo scelto di girare prevalentemente con le Soft.
In qualifica puntavamo alla Q3 e l’abbiamo raggiunta con Max, che ha fatto il tempo al suo primo tentativo in Q2, piuttosto che al secondo. Abbiamo invertito la strategia in Q2 tra il primo e il secondo run, facendo un giro singolo, che definiamo “push lap”, a cui segue un giro di raffreddamento e poi un altro veloce. In questo modo hai due giri cronometrati, perché spesso su questa pista può essere difficile scaldare le gomme. Tuttavia, questa strategia non ha dato risultati migliori rispetto al singolo giro veloce. Max è passato alla Q3, mentre Carlos non ha concluso al meglio il suo giro, mancando la qualificazione alla fase successiva. Non abbiamo avuto il miglior approccio alla Q3: penso che il settimo posto sarebbe stato alla portata, rispetto al nono posto conquistato.

Domenica

Il ritmo gara era buono con entrambi i piloti. Avevamo lavorato molto insieme a loro sulla gestione degli pneumatici: sapevano ciò che avrebbero dovuto fare. Max, ovviamente, partiva sulle SuperSoft usate in Q2 e quindi bisognava fare attenzione, perché non sapevamo esattamente cosa aspettarci. Pertanto, abbiamo deciso di tenere in considerazione entrambe le strategie ad una e due soste, nel caso in cui avesse avuto un forte degrado.

Con Carlos, invece, siamo partiti con un set di SuperSoft nuove e abbiamo programmato una sola fermata, per montare le gomme Soft. Il degrado delle gomme di Max si è rivelato decisamente migliore rispetto a quello avuto durante tutto il fine settimana. Ha fatto lo stint d’apertura più lungo sulle Supersoft e questo ci ha portati in una posizione piuttosto tranquilla. Era saldamente al sesto posto: leggermente più lento del ritmo delle Williams sulle SuperSoft e un po’ più veloce sulle Soft. Bisognava solo continuare in quel modo: era molto competitivo e forse avrebbe anche potuto ingaggiare una sfida con Massa sul finale, in quanto il brasiliano sembrava avere un degrado maggiore rispetto a noi. Tuttavia, abbiamo avuto un guasto alla power unit. Fino a quel momento, la nostra strategia, la gestione degli pneumatici e il ritmo di Max andavano molto bene. È stato davvero frustrante, un vero peccato, perché sia il pilota che la squadra stavano facendo tutto ciò che serviva per segnare degli ottimi punti.

Anche se i piloti sono riusciti ad evitare il caos del primo giro, un frangente davvero concitato, Carlos ha raccolto un pezzo dell’ala della Red Bull con la parte anteriore della sua fiancata sinistra. Sporgeva dalla presa d’aria e la temperatura del motore si è terribilmente alzata, tanto da limitare le sue prestazioni. Inoltre, ha anche perso molta efficienza aerodinamica, il che vuol dire che ha corso per i primi giri della gara con performance del motore limitate e meno carico aerodinamico. Non sapevamo esattamente quale fosse il problema e avevamo programmato un controllo durante il pit-stop. Così, abbiamo richiamato Carlos prima del previsto: ai box è stato subito evidente quale fosse il problema, con quel grosso pezzo di carrozzeria che abbiamo immediatamente rimosso, mentre gli montavamo le gomme morbide. La nostra unica possibilità era di farlo continuare fino alla fine della gara, senza più fermarsi. È stato davvero difficile per lui, perché è rimasto bloccato nel traffico: le sue gomme erano più vecchie di quelle delle vetture intorno a lui ed era quindi chiaramente svantaggiato. È stata una grande occasione mancata, perché sia con i piloti che con la vettura avevamo fatto tutto ciò che potevamo, ma abbiamo avuto molta sfortuna con entrambe le macchine.