Ormai non era esattamente un segreto, ma finalmente venerdì è stato ufficializzato l’accordo con la Honda per la fornitura delle loro power unit dalla prossima stagione. La prima giornata del quattordicesimo round del Campionato del Mondo è stata quasi come una sorta di gara per la realizzazione di un puzzle, con la McLaren che ha sistemato il primo pezzo, annunciando la separazione dalla Honda. Poi è venuto il momento dell’annuncio da parte della Renault e infine è toccato a noi. A far in modo che tutti i pezzi si incastrassero l’uno con l’altro è arrivata la notizia che Carlos Sainz guiderà la Renault il prossimo anno, anche se tutti gli interessati hanno sottolineato che il nostro campione spagnolo farà ancora parte della famiglia Red Bull. Carlos è stato con noi tre anni e ci dispiacerà vederlo partire, ma tutti i ragazzi si sono congratulati con lui. Al riguardo Carlos ha detto: “Voglio fare bene per voi ragazzi, che mi state sostenendo così tanto”. Due giorni dopo è riuscito a trasformare quelle parole in fatti… eccome se c’è riuscito!

Entrambi i nostri piloti sono arrivati a Singapore all’inizio della settimana per cominciare con i preparativi per la prima del trittico di gare asiatiche. Generalmente, ciò significa abituarsi alle condizioni meteorologiche e adattarsi alla differenza di fuso orario, ma per questa volta è bastato solo abituarsi alle condizioni meteo, dato che la chiave per essere in palla a Singapore sta nel continuare a lavorare secondo l’orario europeo. Mercoledì, Carlos e Daniil erano già “in servizio” per partecipare ad un evento del nostro sponsor Acronis, che ha celebrato il terzo anniversario dall’apertura della propria sede internazionale a Singapore, con i nostri piloti che sono stati intervistati da un robot: e chissà se hanno notato o meno la differenza tra le domande del piccolo umanoide robotico e quelle dei veri giornalisti!

 

 

Quando è iniziato il lavoro sul circuito , venerdì pomeriggio, Daniil Kvyat è sceso in pista come al solito, mentre Carlos Sainz ha assistito dal muretto, dato che stiamo dando a Sean Gelael l’opportunità di trascorrere un po’ di tempo in più a bordo della vettura. L’indonesiano, che attualmente gareggia in F2, per noi ha già condotto dei test, gli ultimi a Budapest. Ha guidato durante le Prove Libere 1, aiutando la squadra ad acquisire i vari dati tipici di quella sessione e, soprattutto, ha consegnato la vettura a Carlos illesa per la FP2. L’ultimo compito del weekend per il pilota indonesiano è stato prendere parte, a nome della Scuderia Toro Rosso, al celebre evento benefico “Amber Lounge Formula 1 fashion show”, sfilando in passerella. Nel frattempo, in pista, la squadra ha avuto alti e bassi fino alla qualifica: Carlos ha agguantato la top ten e Daniil ha chiuso tredicesimo, quindi ci è sembrato che poter portare a casa dei punti sarebbe stato difficile, tenendo conto di quanto è serrata la lotta per le posizioni di metà classifica.

E poi domenica si è messo a piovere… Sì, c’era già stata della pioggia a Singapore, ma mai così tanta e mai durante la gara. C’è anche una leggenda metropolitana che dice che le autorità di Singapore “seminano” le nuvole nei giorni che precedono la gara nella speranza che non piova. Ma la pioggia era assolutamente vera, pertanto servivano veri pneumatici da pioggia. Ci sono volute dieci edizioni del Gran Premio di Singapore, ma alla fine avremmo avuto le risposte a tutti i dubbi sul grip e sulla visibilità. Ciò che abbiamo capito sin da subito è stato che, anche dopo che la pioggia avesse smesso di cadere, la pista sarebbe rimasta bagnata perché non ci sarebbe stato il vento necessario a farla asciugare, soprattutto all’interno di un circuito cittadino.

Poi quanto accaduto in partenza ha fatto sì che quattro delle vetture davanti a noi finissero già fuori dalla gara dopo solo una manciata di giri. Purtroppo, Daniil non è riuscito a capitalizzare questo vantaggio, finendo contro le barriere subito dopo aver superato Kevin Magnussen. Carlos ha sfruttato al massimo tutte le opportunità che gli si sono presentate e grazie anche ad una strategia aggressiva, il nostro pilota spagnolo è riuscito a non sbagliare neppure un colpo, nonostante sia stato protagonista di alcuni sorpassi davvero al limite. È stato ricompensato con il suo migliore piazzamento in Formula 1 e quando ha tagliato la bandiera a scacchi al quarto posto, lo abbiamo sentito gridare in radio “Toma, toma, toma! Prendi questo, prendi questo…”.

 

 

Ci sarà stato un posto libero sul volo di domenica notte da Singapore per la Spagna, perché una tra le prime decisioni di Carlos, una volta sceso dalla sua STR12, è stata quella di annullare il suo viaggio di rientro verso casa, in modo da poter partecipare al party post-Gran Premio. E perché no? Se l’è meritato!

Anche la maggior parte dei membri del team ha fatto piuttosto tardi, ma per imballare ogni cosa e non per partecipare alla festa. Ci avviamo, infatti, verso la fase finale della stagione che si preannuncia molto impegnativa e tanti tra i ragazzi del team hanno deciso di rimanere in Asia, dato che il prossimo round ci vedrà spostarci di soli 350 chilometri lungo la penisola, a Kuala Lumpur, per il GP di Malesia che si terrà tra due settimane.