Fino a prima che i rifornimenti venissero vietati, qualche anno fa, il cambio gomme era un’azione relativamente tranquilla, svolta nel tempo necessario a caricare il carburante sulla vettura, imbarcato con un preciso flusso imposto dal regolamento. Ma oggi il pit stop è tornato ad essere un momento cruciale, in cui si può vincere, o più realisticamente perdere, una gara. Abbattere il muro dei due secondi è il Santo Graal delle soste ai box, raggiungibile solamente con tanto allenamento.

Nella nostra factory di Faenza, lo staff si allena due volte al giorno, almeno un’ora a sessione. La pausa invernale è il momento ideale per mettere alla prova il nuovo personale o per variare i ruoli di alcuni ragazzi, così da vedere chi di loro è più adatto ai vari compiti: maneggiare il cric anteriore e posteriore, operare con la pistola pneumatica, togliere o mettere le gomme. Un pit stop coinvolge: tre persone per ogni ruota e uno per ogni cric, più gli addetti alle operazioni con il semaforo. Alle volte sono anche di più, perché non è solo il cambio gomme che necessita di tanta pratica: i meccanici devono anche essere pronti ad intervenire nella sezione del musetto, per cambiare l’ala anteriore, operazione che spesso si rende necessaria dopo le mischie del primo giro di un Gran Premio.

Il rito del pit stop è fisicamente impegnativo e se i meccanici non sono fisicamente pronti corrono il rischio di infortunarsi. Per scongiurarlo e per assicurarsi che i muscoli siano pronti all’azione si fa una fase di riscaldamento. Ecco infatti che, prima dei pit-stop ora effettuati all’interno del nuovo workshop, vediamo correre i nostri ragazzi lungo i corridoi del piano.
Oltre a garantire che le loro performance siano al top prima dell’inizio della stagione, questo è anche il momento più adatto per testare i nuovi equipaggiamenti high-tech, progettati per accelerare un processo in cui anche la più piccola frazione di secondo può fare la differenza in pista.

Su ogni ruota sono piazzate delle telecamere che monitorano ogni movimento, in modo da poterlo analizzare al rallentatore e capire dove si può guadagnare più tempo, mentre uno speciale software analizza ogni aspetto della procedura.
Al momento, la vettura viene fatta arrivare a spinta, ma l’allenamento diventerà più duro durante le prime due sessioni di prove pre-stagionali a Barcelona. Lì infati i piloti arriveranno in pit-lane alla solita velocità e ogni componente della vettura sarà caldo: tutto diventerà più realistico. E poi, molto presto, sarà tempo dei veri pit-stop a Melbourne, per l’inizio di una stagione in cui, tenendo conto della composizione delle nuove gomme Pirelli, si prevedono più soste rispetto al passato.