Pierre Gasly (Car 10):
“La mia unica esperienza a Singapore l’ho fatta come terzo pilota della Red Bull Racing. È stata un’occasione di vedere la gara dal vivo e ho potuto capire quanto fa caldo e cosa significa correre in notturna, alzarsi il pomeriggio e andare a letto alle prime ore del mattino: tutto sommato è semplice, si continua a seguire il fuso orario europeo e ci si deve abituare solo a guidare con la luce artificiale. È un ritmo diverso, ma mi è piaciuto”.

“Questo caldo umido rende la gara di Singapore la più impegnativa dell’anno sotto il profilo fisico. Anche se non ho mai girato lì, solo guardando il layout posso dire che è un circuito che mi piace, con tante curve, davvero molto tecnico. Sapevamo che le ultime due gare – a Spa e a Monza – sarebbero state complicate ma, almeno sulla carta, Singapore dovrebbe adattarsi un po’ meglio alle caratteristiche della nostra vettura. Non vedo l’ora di scoprire come andremo. Per sopportare il caldo mi sono allenato indossando molti vestiti e ho sudato tanto. Seguirò questo tipo allenamento fino al weekend, oltre che passare un po’ di tempo in sauna. Marina Bay è una delle mie piste preferite ai videogames, quindi non vedo l’ora di correrci dal vivo”.

Brendon Hartley (Car 28):
“Per me Singapore sarà una pista nuova. Tutti i piloti con cui ho parlato mi hanno detto che è quella fisicamente più dura in calendario, perché è un tracciato impegnativo e soprattutto perché fa caldo umido. Certo, ho disputato parecchie gare in notturna in tutta la mia carriera, come a Le Mans per esempio, ma con la luce artificiale non si noterà molto la differenza con il giorno, a meno che non dovesse piovere”


“Storicamente, la Toro Rosso è andata bene qui. Sapevamo che le scorse gare sarebbero state difficili, ma in squadra tutti crediamo che Singapore rappresenti una buona opportunità per fare un buon risultato. La scorsa settimana ho provato questa pista al simulatore che, come di consueto, dà vantaggi sia al pilota che alla squadra. Il tracciato è stato accuratamente mappato in 3D, quindi è stata un’opportunità per conoscere ogni sconnessione e cordolo. Questo mi consente di prendere tutti i miei punti di riferimento ed essere pronto quando inizieranno le prove del venerdì. Il simulatore permette alla squadra di fare molte regolazioni dell’assetto ancora prima di arrivare in pista e vedere se il pilota ne beneficia in termini di feeling. Non è esattamente uguale al 100% alla guida vera e propria, perché non c’è lo stesso caldo e non si hanno le stesse sollecitazioni fisiche, ma è un modo perfetto per prendere dei punti di riferimento visivi e farsi un’idea di dove si sta andando. Oltre a questo, mi sono allenato per resistere al calore indossando diversi vestiti. Mi sento in ottima forma e questo può essere un vantaggio per domenica sera: non vedo l’ora che arrivi il fine settimana”.