DK: Singapore… Ehi Carlos, la prima volta che abbiamo corso lì eravamo in Formula BMW, te lo ricordi?!
CS: Sì! Mi ricordo che pioveva quel weekend…
DK: Hai ragione, abbiamo fatto la qualifica su un asfalto piuttosto viscido.
CS: Sì, e abbiamo corso di pomeriggio e non in notturna… Ha piovuto tutto il tempo. Ma quella sessione ci ha permesso di asciugare il circuito per le slick. Poi tu [Daniil] sei tornato lì nel 2014 a bordo di una F1…
DK: E tu mi hai raggiunto nel 2015.
CS: Già! Eri in prima posizione nelle libere, vero?
DK: Sì, mi ricordo che è stato un bel Venerdì!

CS: Cosa ti viene in mente quando pensi a Singapore?
DK: Di Singapore ricordo sempre il caldo e l’umidità, una vera e propria sauna!
CS: Vero, e mi sembra di aver sentito che lì la tua prima gara in F1 è stata tosta!?
DK: Esatto! Il mio dispositivo per bere non funzionava, quindi non è stata una gara particolarmente piacevole… Per questo prima di tornare a correre lì per la seconda volta, mi sono preparato a dovere: ho fatto di proposito una sauna con i vestiti e ho anche provato a fare degli esercizi all’aperto con un cappotto addosso.
CS: Quindi poi immagino sia andata molto meglio, ma comunque dura…
DK: Sì, assolutamente … Molto dura!
CS: Già, vale anche per me. Direi che la gara di Singapore dello scorso anno è stata probabilmente la gara più difficile che abbia mai corso!
DK: Dal punto di vista fisico, è sicuramente una di quelle gara dove possiamo testare la nostra preparazione atletica. Certo, in effetti queste condizioni le possiamo trovare anche in Malesia, quando fa davvero caldo e l’umidità è fortissima…
CS: Sì, ma sicuramente mai quanto a Singapore: qui circola meno aria a causa dei grattacieli che circondano la pista praticamente ovunque. In più, dato che non c’è nessun rettilineo, i piloti non hanno neppure un attimo di pausa… è pieno di curve lente, non c’è tempo per respirare.
DK: Sì, sono d’accordo.
CS: Infatti questo è anche il motivo per cui di solito si arriva a Singapore un po’ prima rispetto agli altri circuiti, in modo da abituarsi al clima e fare un po’ di sport…
DK: Io gioco a tennis, faccio qualche passeggiata intorno alla città così da abituarmi alle sue particolari condizioni… E in più ci sono gli strani orari che dobbiamo seguire, dato che si tratta di una gara notturna. Quindi andiamo a dormire verso le sei del mattino… Proprio come facciamo di solito in Europa, dunque va bene così! [Scherza ed entrambi si mettono a ridere!]

DK: La pista è tutta curve, curve e ancora curve.
CS: 23, per l’esattezza! E direi che il 90% sono chicane.
DK: E per chi guida lì per la prima volta, si fa veramente fatica a ricordare qual è la prossima chicane che ti attende.
CS: Wow, sono passati già 6 anni dalla prima volta che abbiamo gareggiato a Singapore!
DK: Guarda che mi stai facendo sentire vecchio!
CS: Ah, inoltre questa pista è anche molto sconnessa.
DK: Sì, e alcune curve sono difficili da affrontare in frenata.
CS: Hmmm vero… Infatti mi viene in mente il mio incidente dell’anno scorso alla curva 19.
DK: Hai spinto troppo?
CS: Sì. Avevo già affrontato non benissimo la curva 18, ho cercato di gestire la forte velocità alla 19 e ho finito per toccare il muro. Comunque durante la gara poi mi sono ripreso superando Maldonado alla curva 20.

DK: Sì, penso che anche a me nel 2014 sia capitato di toccare un paio di muretti qua e là, soprattutto in entrata di curva!
CS: Già, si sfiorano un sacco di muri, anzi direi quasi che si “baciano”…
DK: Sì, ma speriamo che non siano l’unica cosa che finiremo per baciare! [Entrambi ridono di gusto]

Grazie ragazzi… Ci vediamo a Singapore!