Pierre Gasly (Car 10):

“Credo di aver fatto migliaia di giri a Barcelona, perché è la pista più usata per i test e ancor prima di arrivare in Formula 1, ci ho girato in Formula Renault 2.0, 3.5 e in GP2. Anche al simulatore, nel corso dell’anno, il lavoro è spesso concentrato su Barcelona. Quindi, probabilmente, avrò percorso l’equivalente di diversi giri del mondo su questa pista. Oltre a conoscerla perfettamente, mi riporta alla mente bei momenti, come la vittoria del titolo in Formula Renault 2.0 e il primo test su una Formula 1, con la Toro Rosso, nel 2015. Quindi il feeling con Barcelona è positivo. Quest’anno, i nostri test invernali sono andati bene e quindi non vedo l’ora di tornarci: speriamo di avere un buon ritmo e poter segnare qualche punto. Il cliché vuole che se una vettura va bene sul circuito di Catalunya, poi va bene ovunque… magari è così, ma questa è una pista che ha certamente delle caratteristiche uniche. Le qualifiche sono cruciali, perché sappiamo quanto è complicato fare dei sorpassi durante la gara, se non giocando con la strategia. Per il suo format a eliminazione, le qualifiche di F1 sono sempre complicate, considerando che in genere si hanno solo due tentativi. E se si ha qualche intoppo, come il traffico, allora puoi avere anche una sola chance per fare il giro perfetto: una cosa che mette tanta bell’adrenalina. Visto che Barcelona non è lontana dalla Francia, verranno a trovarmi tanti amici e parenti. Non credo possa essere una distrazione, non c’è nulla che mi fa perdere la concentrazione, ed è sempre piacevole rilassarsi una sera a cena con gli amici. È uno degli aspetti positivi di tornare in Europa: un po’ di sostegno in più”.

Brendon Hartley (Car 28):

“Tra quelle in calendario, Barcelona è probabilmente la pista che ogni pilota conosce meglio di ogni altra, il che rende estremamente impegnativo trovare del vantaggio sul compagno di squadra o sugli altri piloti e team, ma fa parte della sfida. Non sono solamente i test veri e propri a farci conoscere bene questo tracciato perché, lavorando al simulatore per vari team, so che il tracciato di Catalunya è molto utilizzato nella simulazione. È una pista divertente su cui guidare e offre un po’ di tutto. Anche fisicamente è molto impegnativa, specialmente le lunghe curve a destra che mettono a dura prova i muscoli del collo. Le qualifiche sono molto importanti su questa pista, perché i sorpassi non sono così facili. Finora, mi ritengo relativamente soddisfatto delle mie prestazioni in qualifica, soprattutto rispetto all’anno scorso, quando non avevo ancora capito come tirare fuori il massimo dalle gomme. Ora, sento di capire sempre di più sia la vettura che gli pneumatici e questo mi ha dato molta più fiducia. La qualifica è una delle parti più divertenti del weekend: si gira con poco carburante a bordo; la pista si gomma… questo è il momento in cui queste monoposto prendono davvero vita. Sono letteralmente le auto più veloci al mondo e le qualifiche lo dimostrano. È raro non avere un sorriso sul volto con questa quantità di grip e con i tempi sul giro che si riescono a fare. La gestione degli pneumatici sarà molto importante su questa pista perché, anche in un singolo giro veloce, devi preservare le posteriori per affrontare l’ultimo settore, dove serve molta trazione. Nella prima parte della pista, con tutte quelle curve ad alta velocità, è facile distruggerle, ma questa è solo una delle sfide per cercare di ottenere il massimo da un giro di qualifica”.