Ma cos’è esattamente la Sprint Qualifying Race? Come funziona e che impatto avrà sul classico weekend di una gara di F1? A queste domande daremo risposta poco più avanti. Ma prima, un po’ di storia. Agli albori delle corse, le posizioni di partenza venivano sorteggiate, ma dall’inizio del campionato del mondo nel 1950 si è deciso di introdurre delle sessioni cronometrate grazie alle quali il pilota più veloce conquistava il diritto a partire dalla pole position. Il format è cambiato negli anni: due sessioni in cui si considerava solo il tempo migliore; due sessioni con un tempo aggregato; un giro veloce singolo e, più di recente, una sessione di un’ora ad eliminazione su tre manche, in cui alla fine solo i primi dieci si giocano la pole.

 

Ma per il 2021, i promotori della F1 hanno deciso di sperimentare qualcosa di radicalmente diverso, dando vita a quella che si presenta come una mini-gara che si tiene al sabato, il cui risultato decide lo schieramento di partenza del Gran Premio di domenica. L’obiettivo principale è quello di offrire ai fan un’esperienza più coinvolgente. Infatti, la competizione entra nel vivo già il venerdì con le qualifiche della Sprint Race, dopo una sessione di prove libere.

Il sabato un’altra ora di prove libere precede la Sprint Race. Gli appassionati possono così vivere l’emozione tipica di una partenza di una gara di F.1, a cui segue una gara di 100 km dalla durata di circa mezz’ora. Non occorrono pit-stop, si va a tutto gas dall’inizio alla fine.

 

 

Sulla carta ci attende uno spettacolo affascinante, poiché i piloti vorranno assicurarsi la migliore posizione possibile sulla griglia per l’evento principale della domenica ma, al tempo stesso, dovranno stare attenti a non rovinare tutto con un testacoda o un incidente. Se siete dei puristi e sostenete che nulla debba cambiare, non preoccupatevi: la domenica rimane il momento chiave del weekend. La Sprint Qualifying Race non prevede alcuno show o inno nazionale prima della partenza. Vengono assegnati pochi punti: 3 per la vittoria, 2 per il secondo posto e 1 per il terzo. Niente cerimonia sul podio e champagne alla fine, ma solo un piccolo trofeo consegnato al vincitore in parco chiuso, sulla falsariga di quanto già accade oggi con la consegna dello pneumatico Pirelli in scala consegnato al pole sitter.

Ecco a grandi linee come si prospetta questa nuova entusiasmante iniziativa. Tutti gli aspetti più tecnici – dall’assegnazione delle gomme alle regole del parco chiuso – sono ben pensate. La F1 ha ultimamente adottato un atteggiamento molto più flessibile nei confronti dei suoi regolamenti sportivi e, anche in questo caso, ai vertici assicurano che la Sprint Qualifying Race resta – almeno per il momento – solo un test. Se funzionasse, potremmo rivederlo più spesso. In caso contrario, potrebbe semplicemente passare alla storia come un interessante esperimento.