Ben Waterhouse (Deputy Technical Director)
Il progetto per la STR12 ha preso il via molto presto, già a novembre 2015. Abbiamo deciso di dar vita alla più sofisticata vettura STR mai realizzata fino ad ora, perché sapevamo che avremmo dovuto adottare un approccio del tutto nuovo al fine di applicare tutte le nostre conoscenze alla realizzazione di una vettura performante in base alle nuove regole e alle nuove limitazioni. Abbiamo subito compreso che a causa di questi grandi cambiamenti ci saremmo dovuti assicurare di arrivare il più preparati possibile all’inizio della stagione e di aver fatto bene il nostro lavoro, cioè di aver già concluso almeno tutti i rig-test e le approvazioni dei componenti. Tutti questi aspetti naturalmente sono stati integrati nel nostro programma di sviluppo sin dall’inizio.

A partire dalla fine del 2015, ancora prima che la STR11 fosse completata, ci siamo trovati a gestire una situazione in cui i regolamenti non erano stati definiti in modo abbastanza chiaro e, pertanto, avevamo davanti diverse incognite. Tuttavia, è stato chiaro sin da subito che le macchine sarebbero state più larghe, il grip meccanico delle gomme sarebbe aumentato e le vetture avrebbero avuto a che fare con una deportanza e una resistenza certamente maggiori.

In questa prima fase sono stati soprattutto i gruppi di ingegneri aerodinamici e del Vehicle Performance a impegnarsi nel comprendere al meglio gli effetti concreti di tali fattori. Per prima cosa abbiamo individuato i valori teoricamente più alti prodotti sulla vettura dall’impatto del grip extra, dalla deportanza e dalla resistenza introdotti dai nuovi regolamenti, e poi abbiamo iniziato a stimarne l’impatto reale sulle prestazioni dei nuovi veicoli, usando i nostri strumenti di simulazione. Dato che le incognite continuavano ad essere molte, abbiamo volutamente scansionato un range di ogni singolo parametro per ricavarne una serie di diverse combinazioni e di scenari ipotetici. Questi risultati, poi, sono stati utili a definire il lavoro anche di altri gruppi di ingnegneri, ma sono stati nuovamente messi a disposizione anche dei tecnici del Dipartimento Aerodinamico e del Vehicle Performance così da permettere loro di rifinire ancor di più il loro lavoro..

Parallelamente a questi studi preliminari il Concept Group ha iniziato a realizzare i primi schemi concettuali. Alcuni di questi lavori erano indipendenti dai regolamenti rivisti, ma fattori come il peso aggiuntivo e le preferenze aerodinamiche hanno avuto una forte influenza. Altri fattori di design, come i carichi, hanno avuto altrettanto grande effetto sui requisiti strutturali. Di conseguenza, il processo è iterativo e il prodotto del lavoro di simulazione confluisce nel concept progettuale. Per esempio, l’aumento delle prestazioni porta a un aumento dei carichi, che devono essere quindi considerati per la progettazione del cambio o delle sospensioni. Analogamente, i giri simulati determinano un’efficienza aerodinamica ottimale per ogni circuito e per la stagione nel suo complesso e questo può cambiare gli obiettivi sia per lo sviluppo aerodinamico che per lo sfruttamento delle gomme. Più comprensione dei dati corrisponde all’aumento della nostra conoscenza, quindi gli obiettivi sono stati affinati, così da lavorare per una finalità ben preciso.

Questo processo si è evoluto; a ogni iterazione avevamo un affinamento che ci portava più vicini al prodotto che abbiamo in pista adesso, dandoci maggiori informazioni o comprendendo meglio quelle già in nostro possesso. Forse la più grande incognita di tutto il cambiamento regolamentare riguarda le gomme. Le informazioni che abbiamo usato sono lentamente maturate, dapprima su nostre stime interne su un comportamento di una specifica 2016 più grande, fino alla serie finale di dati rilevati da Pirelli sulle gomme 2017, nel mese di dicembre. Ad ogni ripetizione della simulazione abbiamo fatto passi avanti in termini di accuratezza di performance aerodinamiche, comportamento meccanico e pneumatici. Così, oggi siamo ragionevolmente fiduciosi di poter prevedere come risponderà la vettura quando inizieranno i test a Barcelona.

Tornando agli aspetti progettuali, nelle fasi iniziali il Concept Group ha preparato il design, cercando di ottimizzare il layout della vettura allo scopo di massimizzare le prestazioni. Durante la pausa estiva avevamo definito nel complesso il layout della macchina, ma questa necessitava ancora di importanti lavori di ingegneria: in quel momento, il Design Office è passato dall’eseguire singoli studi sulla nuova macchina a scavare nel dettaglio per garantire che la concept car venisse realizzata nel modo più efficace possibile.

Naturalmente, abbiamo dovuto lasciare abbastanza tempo per tutto il processo di produzione. Adesso, abbiamo un’eccellente capacità di produttiva nella factory di Faenza. Dal punto di vista della pianificazione, conoscevamo i nostri tempi di consegna. Quella del telaio, per esempio, era prevista per l’autunno, con dei componenti finali che non sarebbero stati pronti prima di febbraio. Alla fine, tutto viene messo insieme davvero rapidamente. Con soli otto giorni di test invernali, abbiamo voluto assicurarci di aver fatto del nostro meglio prima della prima prova. In realtà abbiamo avuto una sorta di periodo di prova molto intenso, iniziato nella settimana 4 e 5, con la monoposto utilizzata a fondo nelle ultime tre settimane antecedenti il primo test. Abbiamo svolto un intenso periodo di validazione nelle ultime settimane, guardando all’installazione della power unit, alla cinematica e alla conformità della vettura, lavorando sulla seven-post rig, la piattaforma che mette alla prova le prestazioni di guida. Poi, finalmente, abbiamo svolto il nostro filming day fino alla validazione finale prima delle prove in pista.

L’enorme cambiamento regolamentare ha richiesto l’adozione di un approccio molto rigoroso per comprendere ciò che spinge le performance di queste vetture. Abbiamo affrontato alcune sfide significative, che ci hanno portato a seguire un altro tipo di approccio per il design della vettura. Adesso, la vera sfida si sposta sul fronte dello sviluppo. Con l’introduzione di queste nuove regole, ci aspettiamo una griglia frazionata. Certamente, alcune squadre avranno una vettura più “giusta” rispetto ad altre. Tuttavia, indipendentemente da questo, lo sviluppo continuerà ad essere molto veloce. Di conseguenza, non ci aspettiamo di vedere gli stessi poteri gerarchici dall’inizio alla fine del campionato, perché la lotta sarà condizionata dalla guerra degli sviluppi.

Abbiamo già pianificato un programma di sviluppi particolarmente intenso per la prossima stagione. Finora è stato un progetto difficile, ma credo che la guerra degli sviluppi si farà parecchio intensa e da questo momento in avanti la vera battaglia si svolgerà nuovamente nelle factory dei team.