Quando le nostre vetture sono scese in pista, nel venerdì di Austin, sfoggiavano sulle fiancate i loghi di KFC, perché in pista sul Circuit of the Americas c’era anche Sean Gelael, che si è messo al volante della STR13 nella prima sessione di prove libere del venerdì. Le qualifiche di Austin sono state meno importanti per noi, in quanto sapevamo che avremmo dovuto scontare delle penalità per un altro cambio di power unit. Non è certo l’ideale ma, in questa fase dell’anno, la Honda sta ovviamente guardando già alla prossima stagione ed è meglio soffrire un pochino adesso ed essere ancora più in forma per il 2019.

Certo, si potrebbe dire che Brendon ha avuto fortuna nell’ottenere due punti ad Austin, ma nello sport la fortuna ce la si crea da soli e lui era riuscito a rimontare dal fondo dello schieramento fino all’undicesimo posto ed è stato pronto a guadagnare posizioni quando i commissari hanno escluso due vetture dai risultati finali della corsa. È comunque corretto sottolineare che abbiamo avuto un buon ritmo durante tutto il weekend e andare a punti ha fatto certamente bene al morale del nostro Kiwi.

Dopo Austin, Pierre e Sean sono volati a Las Vegas. E, quindi, non è forse il caso di attenerci al proverbio che recita “ciò che accade a Las Vegas, rimane a Las Vegas”? Una volta giunti in Messico, Brendon e Pierre – invitati da Red Bull Mexico – sono stati ospiti di un ristorante nel quale hanno avuto modo di provare a preparare le Guacamole e poi si sono seduti a tavola per un pasto tradizionale, che includeva cavallette, elettroshock e farsi predire il futuro da un canarino.

Di tanto in tanto cerchiamo di organizzare una cena con tutti i membri del team, specie nelle lunghe trasferte lontani da casa, ed è quello che abbiamo fatto martedì sera in Messico. Il giorno dopo, Pierre è saltato su un elicottero che lo ha portato in uno stabilimento di produzione di auto stradali della Honda, dove ha ricevuto una grande accoglienza da parte di tutti i dipendenti.

Wow! Il pubblico messicano ha riservato alla Formula 1 una meravigliosa accoglienza. I gruppi Mariachi, il face painting per il Day of the Dead, gli acuti della folla nella sezione dello stadio, con in mezzo il podio. È davvero un’atmosfera unica.

Anche in questa occasione, avevamo da scontare delle penalità in griglia relative alla sostituzione della power unit, ma stavolta solamente con Pierre, avendo scelto di girare con una precedente specifica di motore con entrambe le vetture. In gara, i nostri piloti hanno lottato duramente, regalandoci anche qualche bel sorpasso e Pierre ha ottenuto un punto, entrando in top ten approfittando del ritiro di Daniel Ricciardo. L’odissea nordamericana non ha avuto il successo che avremmo voluto e ci ha visti scivolare alle spalle della Sauber nella classifica costruttori. Ma senza ulteriori cambi di power unit programmati, speriamo di lottare alla pari con i nostri avversari nelle ultime due gare, cominciando già dal GP del Brasile a Interlagos.