Nel celebre film di Peter Collinson del 1969, un gruppo di ladri inglesi arriva a Torino con l’intento di fare il colpo del secolo ai danni di un portavalori. E, per averla vinta sulla polizia che gli sta alle calcagna, manomette il sistema computerizzato dei semafori cittadini, così da paralizzare il traffico, seminare gli inseguitori e fuggire col bottino. Viaggiando con la fantasia, ci siamo divertiti a immaginare un remake contemporaneo ambientato non più ai piedi della Mole Antonelliana, ma nel Tempio della Velocità di Monza.

In effetti, ripercorrendo quei momenti, la storia del GP d’Italia 2020 sembra quasi esser stata partorita dalla fervida fantasia di uno sceneggiatore. Dopo una qualifica combattuta e con distacchi serrati, Pierre parte dalla decima posizione. Il suo è un buon inizio, poi il coup de théâtre dal muretto box cambia la storia della gara: viene richiamato per un cambio gomme con un tempismo perfetto, pochi attimi prima che la pit-lane venga chiusa per motivi di sicurezza. Una mossa che non riesce al leader della gara Hamilton, che va ai box nonostante un semaforo rosso: una leggerezza che gli costa una penalità di 10 secondi. Poco dopo, l’incidente di Leclerc all’uscita della Parabolica costringe la direzione gara a fermare la gara. Alla ripartenza, Pierre ha una marcia in più rispetto a tutti gli altri e inizia la sua cavalcata verso la gloria, mentre Hamilton scivola in fondo al gruppo per scontare la sua penalità. A quel punto, il francese fiuta la vittoria, ma gli ultimi dieci giri lasciano tutti senza fiato. Come degno finale cinematografico, Pierre perde terreno nei confronti di uno scalpitante e velocissimo Sainz (in fondo ha imparato a esserlo proprio con la nostra “banda”), a bordo della McLaren. Lo spagnolo prova qualsiasi cosa per attaccare il rivale, ma Pierre ha le spalle larghe e i nervi saldi. Un inseguimento che rammenta proprio quello di “Un Colpo all’italiana”, dove le tre Mini Cooper sfrecciano – inseguite dalla polizia – sulla mitica pista sul tetto del Lingotto. A differenza del film, però, è il nostro tricolore ad avere la meglio sotto la bandiera a scacchi.

Pierre urla in radio “L’abbiamo fatto di nuovo!”, rievocando ricordi mai sbiaditi dal tempo: 12 anni prima, su quella stessa pista, Sebastian Vettel aveva conquistato la prima vittoria della Scuderia Toro Rosso, nata solo tre anni prima. Sul podio del 2020 torna a suonare l’inno francese, per Gasly – come non accadeva dal 1996 – seguito da quello italiano, cantato a squarciagola dai nostri ragazzi. Non lo cantavamo da quel 14 settembre 2008, giorno della prima, storica vittoria del nostro team e di quello che sarebbe diventato un 4 volte Campione del Mondo, pochi anni dopo con Red Bull Racing. Anche in quel caso la “banda” di Faenza aveva fatto il suo “colpo gobbo” a Monza, sotto la pioggia. Pole Position e gara dominata: anche in quel caso c’era una McLaren da tenere dietro,  quella di Heikki Kovalainen. Anche in quel caso il pretendente al titolo, poi conquistato, era Lewis Hamilton, che però si era complicato la vita già in Qualifica: eliminato in Q2, parte infatti 15esimo ma è poi autore di una grande rimonta, che però non va oltre il settimo posto finale. Ma davanti a tutti c’è il nostro pilota, Vettel, con la sua STR3, guidata al limite dell’aderenza, giro dopo giro, fino alla bandiera a scacchi, fino alla gloria finale, proprio come Pierre il 6 settembre 2020! Due vittorie storiche: una dell’era “Toro Rosso”, una dell’era “AlphaTauri”. La prima rimane finora l’unica di una monoposto motorizzata Ferrari, ma non made in Maranello, seppur italiana. La seconda l’unica di una monoposto italiana motorizzata Honda.

Insomma due gare, due vittorie, due storie, due film italiani degni di Oscar! A pochi giorni dal Gran Premio d’Italia 2021, il 72esimo della storia della Formula 1, il nostro team celebra le sue vittorie a Monza, i suoi “Colpi all’Italiana”!