Pierre Gasly:

“In Russia abbiamo perso una grande opportunità, perché non abbiamo sfruttato al meglio le possibilità che avevamo. Abbiamo cercato di capire cosa avremmo potuto fare meglio, così da presentarci nuovamente in pista il più preparati possibile, partendo già da questo fine settimana in Turchia. Dopo Sochi, ho trascorso un po’ di tempo con la mia famiglia e mi sono rilassato un po’: presto ci aspetta una serie di gare lontani da gara che ci farà sentire un po’ il jet-lag, una sensazione ormai sconosciuta da un po’ di tempo. Ho presenziato da alcuni eventi con degli sponsor e, per il resto, solita routine fatta di tanto allenamento e confronto con i miei ingegneri, per essere sempre sul pezzo. All’Istanbul Park ho guidato per la prima volta lo scorso anno. Il layout mi è piaciuto molto, è unico nel suo genere e con curve interessanti. È una pista molto tecnica e complicata da guidare. È anche fisicamente impegnativa, con punti come la Curva 8 che sembra non finire mai: in qualifica si fa in pieno ed è molto veloce, credo che ci avviciniamo ai 270-280 km/h con circa 5G laterali. Lo scorso anno c’era davvero poca aderenza ed è stato estremamente difficile mettere a punto la vettura. Sull’asciutto avevamo trovato un buon assetto, ma sul bagnato era tutto più complicato. Questo fine settimana dovrebbe andare meglio, credo abbiano trattato l’asfalto per migliorare la situazione: vedremo come andrà. Non vedo l’ora, perché è una pista davvero bella da guidare, con curve in cui si possono tenere traiettorie diverse. Speriamo di poter essere competitivi e chiudere il gap con Alpine, che attualmente ci sta davanti”.

 

 

Yuki Tsunoda:


“Quella della Russia è stata una gara deludente per me. Fino alle qualifiche, tutto era andato bene e avevo fatto buoni progressi, come di consueto. Sentivo che, rispetto al weekend di Spa per esempio, avevo fatto un buon passo avanti in termini di guida con le intermedie in qualifica, quindi è stato frustrante mancare il taglio della Q3 per solo un paio di decimi. In gara, al primo giro, ho perso troppe posizioni: non avevo aderenza e poi, per la maggior parte del tempo, non ho mai avuto pista libera. Dopo Sochi ho trascorso del tempo in factory, ho rivisto l’ultima gara, mi sono preparato per la Turchia e mi sono allenato. Adesso ho anche un simulatore a casa che posso usare, quindi ho fatto un sacco di giri! Certo, non è proprio come essere nel simulatore della Red Bull, ma è il più realistico che abbia mai usato finora oltre quello. Il beneficio principale del simulatore è che puoi imparare a conoscere la pista e affinare la guida. Posso anche rivedere qualcosa che è successo nella gara precedente o allenarmi su un particolare della guida. Avere il simulatore a casa è molto utile e posso discutere di quello che faccio con il mio ingegnere e simulare un weekend di gara dalle prime libere alle qualifiche, così possiamo lavorarci insieme. Lo scorso anno in Turchia non c’è stata una gara di F2, quindi per me questa sarà la prima volta sul circuito di Istanbul Park. Ho visto la gara di F1 dello scorso anno e si scivolava parecchio. Pioggia a parte, la causa era il nuovo asfalto, quindi questo weekend dovrebbe andare meglio. Lo spero. Seguirò il mio consueto programma per approcciare a una nuova pista, aumentando gradualmente il ritmo. Nelle ultime cinque gare sono stato abbastanza costante, ma le prestazioni e il ritmo non erano così buoni, quindi questo weekend cercherò di essere un po’ più competitivo. Questo sembra essere un circuito fisicamente impegnativo con punti particolari come la Curva 8. Sarà dura, ma non vedo l’ora!”.