James Key (Technical Director):
Credo che il circuito di Baku sia stata per tutti una delle sfide più impegnative tra le nuove piste affrontae negli ultimi dieci anni. È un tracciato cittadino dove serve grande precisione, non essendoci vie di fuga, ma dove c’è anche un mix di lunghi rettilinei ad alta velocità e sezioni lente come quelle di Monaco. Come sempre, in queste circostanze, l’aderenza dell’asfalto nuovo è molto bassa. Anche se si lavora tanto al simulatore prima dell’evento, su un circuito come questo si possono fare solamente stime approssimative: una volta scesi in pista si capisce davvero quello che bisogna fare e questo è stato uno dei fattori più rilevanti di questo fine settimana.

Venerdì
Una volta scesi in pista per la prima volta ci siamo resi conto di quanto fosse davvero basso il livello di aderenza, anche se in fondo non abbiamo faticato poi troppo per far lavorare bene le gomme. Tuttavia, eravamo consapevoli che le temperature sarebbero aumentate, quindi eravamo preoccupati di eventuali problemi di surriscaldamento. Il grip era incredibilmente basso e quando ai lati hai solo muri, bisogna stare attenti o ci si ritrova a fare i conti con un sacco di costosissimi danni. Abbiamo fatto diverse regolazioni alle monoposto per cercare di contrastare la bassa aderenza e, di conseguenza, i tempi sul giro su questo tracciato molto tecnico sono stati alti. Ma, nel corso della giornata, l’evoluzione della pista è stata costante e nelle Libere 2 abbiamo avuto un’idea più chiara di cosa ci occorreva. Un settore fondamentale sul quale abbiamo lavorato è stato il livello di carico delle ali, considerando che la pista è per metà come Monaco e per l’altra metà come Monza. Quindi, in generale, questa è stata una prima giornata positiva, anche se siamo rimasti un po’ delusi delle nostre prestazioni sul giro singolo.

Sabato
Per le Libere 3 avevamo già un’idea più chiara su cosa fare e siamo così riusciti a migliorare il passo sul giro singolo, grazie ad alcuni cambiamenti al set-up. Tuttavia, questo è un altro circuito in cui – come a Montreal la settimana precedente – eravamo consapevoli di soffrire la mancanza di sviluppi al nostro propulsore 2015-Spec rispetto agli altri. Pertanto, il nostro assetto per Baku è sempre stato un compromesso. Nelle Libere 3, eravamo molto più contenti del nostro passo sul giro singolo. In qualifica, anche se questa è una pista molto lunga, abbiamo incontrato traffico, perché non c’è molto spazio per spostarsi dalla traiettoria ideale, oltre al fatto che tra le monoposto c’erano grandi differenze di velocità. Ecco perché la gestione del traffico era importante. In Q1, abbiamo notato un ulteriore passo in avanti delle condizioni della pista. Ciò significava che potevamo fare più giri con un set di gomme, senza perdere prestazione. Ci abbiamo provato, ma altre squadre sono uscite con gomme fresche sul finale e anche noi abbiamo dovuto fare altrettanto, con entrambi i piloti, passando così alla fase successiva. In Q2, purtroppo, Carlos non è riuscito a replicare il suo giro più veloce ed ha chiuso in tredicesima posizione, mentre Daniil è riuscito a fare un crono competitivo per entrare nella Top Ten. In Q3 si è qualificato settimo, avanzando di una posizione in griglia dopo la penalità inflitta a Perez, costretto alla sostituzione del cambio.

Domenica
Sulla vettura di Carlos abbiamo dovuto sostituire il cambio, iniziando la gara dalle retrovie. Se da un lato è stato un pomeriggio che ci ha fatto imparare, dall’altro è stato qualcosa che preferiremmo dimenticare. Prima della partenza non sapevamo cosa aspettarci: una gara con tanti ritiri e poche vetture al traguardo, o forse qualcosa di più tranquillo. Tutti hanno fatto una gara conservativa rispetto a quanto visto invece nelle convulse gare di GP2! Con Carlos avevamo tanto terreno da recuperare, quindi avevamo programmato un pit-stop anticipato che gli permettesse di avere pista libera e gomme morbide: una scelta che, in teoria, avrebbe potuto vederlo proseguire fino alla fine con una sola sosta ai box. Non sapevamo cosa aspettarci, in quanto le temperature di domenica erano estremamente elevate.

Con Daniil siamo stati elastici, valutando cosa facevano gli altri intorno a lui, per poi adattare la nostra strategia di conseguenza, tra una e due fermate. Il piano ha funzionato per Carlos, ma Daniil ha avuto subito un problema con le temperature, che ha influenzato l’utilizzo della power unit, tanto da compromettere la sua velocità di punta. È per questo motivo che ha perso così tante posizioni nelle fasi iniziali. Poi, entrambe le vetture hanno sofferto dello stesso problema alla sospensione: nel caso di Carlos, arrivato quando aveva rimontato fino alla zona punti. Abbiamo terminato con uno strano guasto su entrambe le monoposto alla sospensione posteriore, rimasta bloccata alla fine del lungo rettilineo. Si tratta di un episodio che non era mai capitato fino ad ora e sul quale stiamo indagando per capirne le esatte cause.