“Mi piace venire a Budapest: è una città grandiosa e la pista è un bel tracciato vecchia scuola” ha detto Carlos questo pomeriggio all’Hungaroring, teatro dell’undicesimo round dlla stagione. Allo spagnolo è stato anche chiesto di indicare le principali difficoltà di questo circuito così stretto: “Il fatto è che è molto impegnativo trovare il giusto ritmo, ma è esattamente quello che bisogna fare per andare bene qui” ha risposto Carlos. “Devi trovare il passo giusto passando da una curva all’altra: una cosa difficile, soprattutto quando esci dai box per fare un singolo giro lanciato in Qualifica. Ma è un tipo di sfida che noi tutti amiamo. D’altro canto però, la gara può risultare un po’ noiosa perché non ci sono molte opportunità di sorpasso, ma è anche vero che qui lo scorso anno abbiamo avuto una delle corse più interessanti della stagione, quindi non ci resta che aspettare e vedere cosa succede.”


(Carlos Sainz durante il GP di Spagna)

Questo è in genere quel momento dell’anno in cui si analizza la prima metà della stagione e Carlos la vede come un trend in ascesa. “Abbiamo fatto bene, dopo aver superato un inizio difficile, quando sembrava che quel “gatto nero” già incontrato gli anni scorsi non volesse lasciarmi in pace. Invece, a partire dal Gran Premio di Spagna, a Barcelona, abbiamo messo a posto tutto e di lì in avanti abbiamo segnato un gruzzolo di punti di cui possiamo essere soddisfatti. Continuare così anche nella seconda parte della stagione non sarà facile, perché potremmo non essere al passo con lo sviluppo di altri team più grandi del nostro. Ma abbiamo fiducia in noi stessi e sappiamo che stiamo lavorando nella giusta direzione per migliorare. Dobbiamo continuare così, perché weekend puliti significano punti per Toro Rosso. É anche vero che bisogna iniziare a concentrarsi sul 2017, quando ci saranno grandi cambiamenti, ma dobbiamo continuare a segnare punti in questa stagione, ecco perché il team continuerà il suo lavoro di sviluppo per quest’anno.”

“Anche se il rettilineo principale è molto lungo -ha detto Daniil-, in teoria la pista dell’Hungaroring dovrebbe adattarsi bene alla nostra macchina, meglio dei circuiti in cui abbiamo corso ultimamente”, ha esordito. “Tuttavia, quest’anno non sempre la realtà ha confermato la teoria, quindi direi che dovremo aspettare e vedere come va: al momento non ho davvero idea di cosa ci aspetta. A Silverstone (dove Kvyat ha tagliato il traguardo 10°, nel GP di Gran Bretagna) siamo andati molto bene e penso che anche qui dovremmo essere a posto”.


(Daniil Kvyat durante il GP di Gran Bretagna)

Il nostro pilota russo ha parlato molto anche del tracciato, interamente riasfaltato quest’anno: “Avrà effetti sul comportamento delle gomme e valutarli sarà uno dei compiti di domani”, ha affermato, prima di dare la propria opinione sulle altre novità in pista. “In fondo, molti tracciati iniziano ad assomigliarsi, con asfalto e cordoli uguali. Non credo che sia necessariamente la strada giusta da percorrere. L’Hungaroring ha sempre avuto degli avvallamenti che lo rendevano unico, a cui dovevi fare attenzione ogni volta che li affrontavi, oltre ad avere cordoli che caratterizzavano questa pista: influenzavano anche l’assetto della vettura. Non dovremmo puntare ad un’eccessiva perfezione delle piste: a volte, può anche essere interessante guidare in un tracciato con una superficie non perfetta, perché richiede ancora più abilità nella guida. Per quanto riguarda l’Hungaroring, vedremo comunque domani prima di giudicare”.